L'autopsia conferma: Sofia Zago morta per le complicanza della malaria

I genitori della piccola si erano preoccupati che dallo scorso lunedì la loro figlia aveva sempre febbre alta attorno ai 40 gradi che non cessava a diminuire.

"Per noi al Santa Chiara di Trento il contatto con questa bambina è avvenuto il 13 di agosto quando si è ricoverata per sintomi riconducibili a un esordio diabetico infantile, dopo un primo ricovero a Portogruaro". Ed era accanto al letto di una paziente tornata, proprio il giorno prima, da un viaggio in Burkina Faso, dove era stata con la famiglia a trovare dei parenti.

Si chiude con l'autopsia la pagina bresciana della morte di Sofia, la bimba di 4 anni vittima della malaria. In entrambi casi è stata acquisita documentazione clinica dei ricoveri della piccola. Ma la giornata di ieri è stata caratterizzata anche da molte dichiarazioni che mettevano in parallelo l'esodo dei migranti nel nostro paese con l'aumento delle malattie infettive debellate da decenni. Se pensi che ci sia stato dichiarato il falso e/o siano state commesse delle infrazioni legali, scrivici per poterti mettere in contatto direttamente con l'autore che si assume il 100% della responsabilità. Le ipotesi, riportate dai giornali, sono soprattutto tre: il contagio con il sangue di una persona infetta, il contagio tramite una zanzara autoctona che abbia punto in precedenza un malato (in questo caso, danno per assodato i giornali, i bimbi del Burkina Faso), il contagio tramite una zanzara proveniente da paesi malarici e trasportata all'interno di un container o di un bagaglio da viaggio. Secondo quanto riporta "Lancet", la prestigiosa rivista medica britannica, si tratterebbe in stragrande maggioranza di viaggiatori di ritorno da nazioni in cui la malattia è endemica. Così come fonte di preoccupazione continuano ad essere i casi importati poiché in zone non più endemiche possono rappresentare serbatoi di infezione per vettori competenti presenti sul territorio e permettere il riattivarsi di una trasmissione locale.

La sorte della piccola Sofia è un caso non ancora chiarito ed estremamente raro. "Magari. Ma con gli investimenti fatti finora dovremo attendere almeno altri 100 anni", osserva Morrone, proponendo invece di investire "per migliorare l'habitat ecologico di questo piccolo pianeta, dove ci siamo dimenticati che ogni essere vivente è legato profondamente all'altro e dove non ci sono esseri viventi 'clandestini'". La zanzara Anopheles, l'unica in grado di trasmettere questo virus, in Italia non è presente. Non si esclude che addirittura un insetto possa essere stato trasportato all'insaputa di qualche viaggiatore.

"Dalle prime indicazioni pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave". Non va esclusa neppure l'importazione di zanzare portatrici del plasmodio letale da Paesi stranieri attraverso aerei e navi. "Per quel che riguarda il caso descritto nell'articolo - conclude - lo confermo, è stato verificato e pubblicato". Da appurare è quindi se sia o meno lo stesso. L'assessore alla salute Luca Zeni ci tiene a spiegare che l'azienda sanitaria e la Provincia vogliono capire cosa sia accaduto, ma ci tiene anche a manifestare la vicinanza alla piccola Sofia e a frenare l'ondata d'odio contro i migranti che si è scatenata sul web. "Ritengo che questo incontro sia servito a chiarire ulteriormente la posizione dell'Ulss 4 nell'ambito di questa tragedia - ha detto Bramezza -".

Sì li ho chiamati e ho manifestato la nostra vicinanza oltre a spiegare che faremo di tutto per cercare di capire quello che è successo. Si procede su più fronti. La maggior parte dei casi è notificata nelle regioni del Centro-Nord.


Popolare

COLLEGARE