"La propaganda fascista è un reato". La Camera approva la legge Fiano

"Un museo che spieghi cosa è stato il fascismo - spiega Fiano - ciò che ha prodotto e causato e ciò di cui è colpevole". Lo affermano i deputati del Movimento 5 stelle membri della commissione Giustizia.

Il provvedimento che votiamo oggi alla Camera si occupa della propaganda o dell'apologia dell'ideologia fascista, non di architettura, arte o altro.

"Abbiamo proposto di ritirare la nostra relazione di minoranza, proposta rifiutata perché fare marcia indietro, sarebbe stato riconoscere che questa è una legge propaganda fatta solo per dare visibilità a Fiano". Non si deve credere che da domani cambi qualcosa, anzi. "Tanto tempo perso che poteva essere dedicato alle vere priorità del paese".

Nonostante in questi mesi l'Italia abbia vissuto problemi drammatici, dagli stupri alle alluvioni, passando per l'emergenza immigrazione, l'attività della Camera dopo la pausa estiva riparte dalla legge Fiano. "Grazie a Fiano per il suo impegno in prima linea nel portare avanti questa battaglia", conclude il deputato Pd. Così, infatti, ha scritto su Facebook (rilanciandolo con una nota ai media) la Beccalossi, inserendosi nel dibattito che riguarda la discussione della legge. Nello specifico è previsto il reato che punisce "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco". La pena prevista è tra 6 mesi e 2 anni.

Costituisce aggravante del delitto (aumento di un terzo della pena) la propaganda del partito fascista commessa attraverso strumenti telematici o informatici.

Una norma che estende e completa la legge Scelba del 1952 e poi la Mancino del 1993 (che allargava la Scelba all'odio e discriminazione razziale), portando la legislazione a contemplare anche gesti individuali da punire, come il saluto romano, e la diffusione di gadget "produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli" del Fascismo e del nazismo. "La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici".


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