La Cassazione chiude il Caso Pantani: il Pirata non fu ucciso

Stavolta sarà davvero difficile alzarsi sui pedali per poter osservare con lo sguardo la vallata sotto la montagna. La Cassazione ha rigettato il ricorso dei legali della famiglia del Pirata con una sentenza in cui si scrive che il ciclista non è morto per omicidio. Niente da fare per il ricorso presentato dall'avvocato Antonio De Rensis, difensore dei familiari del "pirata" di Cesenatico, contro l'archiviazione decisa dal Gip di Rimini a giugno 2016, che è stato dichiarato inammissibile dalla stessa corte.

Non ci sarà più nessuna indagine della magistratura italiana sulla morte del campione capace di mettere insieme nello stesso anno i successi al Giro d'Italia e al Tour de France. L'inchiesta bis sul suo decesso era stata aperta nel 2014 su richiesta della famiglia la quale chiedeva di indagare sull'ipotesi di omicidio.

La Procura della città romagnola aveva stabilito che non c'erano né possibili indizi, né tantomeno possibili assassini con un ipotetico movente.

Una teoria che non ha mai trovato riscontri e, al contrario, le indagini supplementari disposte hanno permesso di accertare la bontà del lavoro della Mobile, che ha ricostruito con dovizia le due settimane precedenti la morte di Pantani.


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