Istat, brusca frenata dell'inflazione: "Dato peggiore da novembre 2015"

Nel mese di settembre, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, cala dello 0,3% rispetto ad agosto e aumenta dell'1,1% su base annua.

La frenata dell'inflazione registrata oggi dall'Istat è l'ennesima spia di una ripresa che fatica a imboccare un sentiero certo, una via sicura che porti il Paese davvero fuori dal tunnel di questa infinita crisi. Si tratta del calo congiunturale peggiore da quasi due anni, a partire da novembre 2015 (quando era -0,4%).

"Su base annua la crescita dei prezzi dei beni si attesta a +1,0% (come ad agosto) - scrive in conclusione l'ente statistico dello Stato -, mentre rallenta quella dei servizi (+1,3% da +1,6%)". In entrambi i casi le attese sono state confermate. L'inflazione acquisita per il 2017, segnala l'istituto di statistica, è pari a +1,3% per l'indice generale e +0,8% per la componente di fondo. Escludendo dalla stima i prodotti dai prezzi più volatili (energetici e alimentari), la percentuale di inflazione scende a +0,7% contro lo 1,0% di agosto. Il calo, sul mese precedente, è dello 0,3%, con i maggiori contributi alla discesa che sono arrivati dai trasporti e dalle spese per cultura e tempo libero.


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