Il papà dell'assassino: "Noemi? Altro che brava ragazza"

Il fidanzato di Noemi ha ammesso di aver commesso il delitto solo dopo 11 giorni dalla scomparsa della ragazzina e comunque dopo il ritrovamento del cadavere, ma anche e soprattutto dopo essere stato messo sotto torchio per ore e ore dagli inquirenti.

"Dopo lo sterminio della mia famiglia volevamo fuggire a Milano", ha detto il 17enne nell'interrogatorio raccontando agli investigatori del progetto di sterminio della sua famiglia che Noemi premeva fosse messo in atto per vivere liberamente il loro amore. Ieri, con una prima ispezione cadaverica, il medico legale Roberto Vaglio ha rilevato la presenza di alcune lesioni sul collo della vittima.

Il quale a causa della sua relazione con Noemi ha avuto tre trattamenti sanitari obbligatori, ha dichiarato Biagio Marzo durante l'intervista, spiegando che li ha dovuti subire perchè aveva perso il lume della ragione da quando stava con Noemi. Nel corso del servizio si vede l'uomo andare sotto casa di colui che accusa di avergli ammazzato la figlia, urlandogli "Me l'hai uccisa, vieni fuori bastardo".

Secondo costui, il diciassettenne reo confesso, accusato dell'omicidio della fidanzatina, "sta nascondendo suo padre, lo protegge, ma quello non si salverà, ha fatto tutto lui".

Intanto, il Consiglio Superiore della Magistratura ha avviato delle indagini per verificare se ci siano state delle omissioni in merito all'assenza di provvedimenti dopo le denunce della madre di Noemi sulla pericolosità del fidanzato.

I cani molecolari alla ricerca di tracce di Noemi nelle campagne leccesi
I cani molecolari alla ricerca di tracce di Noemi nelle campagne leccesi

"Aveva un odio per mia figlia che non era comprensibile - sostiene il padre di Noemi - e ne faceva le spese anche il ragazzo". Il giovane presto sarà sottoposto all'interrogatorio di convalida del fermo da parte del giudice.

"Era tutt'altro che una brava ragazza". E questo aveva insospettito fin dall'inizio gli inquirenti e fatto eslcudere l'ipotesi della fuga volontaria.

L'atto è stato notificato all'indagato in occasione della perquisizione nell'abitazione di famiglia a Montesardo, frazione di Alessano. Sono ancora molti, a quanto pare, gli aspetti oscuri di quello delitto da chiarire. La famiglia della vittima aveva infatti denunciato alle autorità il comportamento violento del giovane, ma anche gli stessi familiari del fidanzato aveva contro-denunciato la ragazza, accusandola di atti persecutori.

Questo molto prima che scoppiasse il dramma.


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