Il nuovo Codice antimafia è legge: ecco le novità introdotte

Il Codice dovrebbe rendere più veloce la confisca dei beni, migliorare il controllo sulle infiltrazioni mafiose nelle aziende, rendere più trasparente la selezione degli amministrazioni giudiziari dei beni confiscati e tutelare maggiormente i posti di lavoro nelle aziende sequestrate; inoltre prevede la riorganizzazione dell'agenzia che si occupa della gestione dei beni confiscati. "Un bel regalo al Paese", commenta il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi.

"Chiediamo al governo di venire in Aula per ribadire l'impegno assunto dal ministro Orlando a modificare il Codice".

Le nuove norme prevedono anche un'estensione della cosiddetta "confisca allargata" - che diventa obbligatoria con riferimento ad alcuni ecoreati e per l'autoriciclaggio - e la sua assimilazione alla disciplina della confisca di prevenzione antimafia. Forza Italia, con Renato Brunetta, grida invece all'"abominio" perché "si porta tutto sul piano penale". "Sarà importante monitorare gli effetti dell'applicazione della legge ma il risultato di oggi non poteva essere messo in discussione da tardive perplessità, seppur provenienti da fonti autorevoli e degne di considerazione", ha detto il ministro Finocchiaro. "Il nuovo testo fa dei grossi passi in avanti, rispetto al precedente - spiega Eleonora Montani, vicepresidente di SOS Impresa e docente alla Bocconi - perché consente all'autorità giudiziaria di allargare lo spettro dell'indagine ben oltre il favoreggiamento, a coloro i quali, fuori dai casi si concorso e favoreggiamento, sono indiziati di prestare assistenza agli associati alle organizzazioni a delinquere e mafiose". La riforma prevede anche una politica di gestione delle aziende confiscate, volta all'immediata assegnazione dei beni, che potranno essere devoluti anche ad associazioni.

Confisca rafforzata - E' stabilito espressamente che non si può giustificare la legittima provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli è frutto di evasione fiscale.

Le misure di prevenzione potranno essere applicate anche a chi è indiziato di aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, così come a chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (ma solo nel caso di reato associativo) - anche in atti giudiziari - e concussione. Il controllo giudiziario - previsto per un periodo che va da un anno a tre anni - può essere chiesto volontariamente anche dalle imprese. Laddove la confisca venga revocata, la restituzione del bene avverrà per equivalente se nel frattempo questo sia stato destinato a finalità di interesse pubblico.

Modificate anche alcune disposizioni del procedimento di applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali nonché in tema di impugnazione delle misure medesime, e viene assicurata la priorità assoluta della trattazione dei procedimenti di prevenzione patrimoniale. L'amministratore giudiziario esercita tutti i poteri che spettano ai titolari.

Questi dovrà essere scelto tra gli iscritti nell'Albo nazionale degli amministratori giudiziari secondo criteri di trasparenza che assicurano la rotazione degli incarichi tra gli amministratori. Rimane però l'interrogativo sull'efficacia di una riforma che estende le misure di prevenzione a molti potenziali soggetti indiziati (ci sono pure gli stalker e i foreign figthers) i cui fascicoli potrebbero intasare, se non paralizzare, le sezioni specializzate dei tribunali distrettuali chiamate a trattare in via esclusiva i procedimenti previsti dal codice antimafia. Il governo è delegato a disciplinare un regime di incompatibilità da estendere ai curatori fallimentari: stop a chi ha parentela, affinità, convivenza o assidua frequentazione con uno qualunque dei magistrati dell'ufficio giudiziario che conferisce l'incarico.


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