Guillermo del Toro si aggiudica il 74 esimo Leone D'Oro a Venezia

Il Leone d'oro plana così tra applausi bipartisan di critica e pubblico tra le mani del regista messicano Guillermo del Toro per il suo fantasy "The Shape of Water", storia d'amore tra una giovane donna muta e una creatura marina.

Del Toro, che prima della cerimonia non smetterebbe mai di firmare autografi sul red carpet, dedica il suo primo pensiero al regista Sergio Leone, anche se nella traduzione ufficiale in Sala Grande l'omaggio si perde. L'Italia non vince Leoni storici a Venezia74, ma è ovunque nelle parole dei premiati.

Coppa Volpi per la migliore attrice, come da pronostici, a Charlotte Rampling, che ha avuto la meglio sulle colleghe Helen Mirren e Frances McDormand per la sua intensa e dolorosa interpretazione in "Hannah" del regista trentino di stanza a Los Angeles Andrea Pallaoro. L'unico eccessivo è il Leone d'argento per la miglior regia a Xavier Legrand per "Jusqu'à la garde", anche Leone opera prima. "Ci siamo impegnati e abbiamo discusso su ogni film e più ne vedevamo più desideravamo parlarne", si scusa quasi Annette Bening che per la serata finale ha smesso il look claustrale che si era data in questi giorni, per luccicare d'azzurro. Equo il Gran premio della giuria all'israeliano "Foxtrot" di Samuel Maoz (già Leone d'oro nel 2009 per "Lebanon"), amara riflessione sul dolore, il destino e la colpa con uno stile visivo che non lascia indifferenti, così com'è altrettanto giusto il Premio Osella per la migliore sceneggiatura, assegnato al regista britannico Martin Mc Donagh che con "Three Billboards Outside Ebbing, Missouri" avrebbe potuto ambire a qualcosa di più.

Premio Speciale della Giuria va invece a SWEET COUNTRY, western aborigeno dell'australiano Warwick Thornton mentre il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente va al diciottenne Charlie Plummer che si misura in un viaggio di formazione ala contrario. "Sono doppiamente onorata di ricevere questo premio qui", ha dichiarato l'attrice britannica.

Bagnata dall'attesa pioggia e con un red carpet come ogni anno bistrattato dalla contemporanea, cocciuta coincidenza con il Premio Campiello si chiude così Venezia 74 che sarà ricordata anche per bellezza di Jane Fonda, con tra le mani il Leone d'oro alla carriera condiviso con Robert Redford, capace di sbriciolare con un sorriso ammiccante ogni luogo comune sulla vecchiaia. Uno dei punti chiave del suo discorso, tuttavia, è stato letteralmente stravolto dall'interprete simultaneista RAI presente in sala, che ha commesso uno strafalcione tanto clamoroso quanto esilarante.

La Mostra dei red carpet grondanti star hollywoodiane che segna il definitivo ritorno delle grandi major americane, che non sono certo "tutto" il cinema, ma fanno girare il mercato e accendono i riflettori internazionali sul Lido di Venezia.


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