Germania, Angela Merkel vince ancora ma crollano i voti

Un successo che ripaga la delusione di quattro anni fa, quando l'AfD rimase per un soffio fuori dal Parlamento. Poco dietro i liberali della Fdp (80 seggi, 10,8%), Linke con il 9,2% e 69 seggi e infine i Verdi "Grunen" con 67 seggi e l'8,9% finale. L'unica alternativa alla Grosse Koalitionen potrebbe essere un diverso tipo di Grosse Koalitionen: CDU, liberaldemocratici dell'FDP e Verdi. Il precedente Bundestag era formato da 630 deputati. Il commento a caldo della Merkel è chiaro ed intellettualmente onesto: "Non dobbiamo tanto girare intorno al discorso: speravamo in un risultato migliore".

Petry ha criticato le dichiarazioni del cofondatore Alexander Gauland, che aveva affermato, dopo aver appreso i risultati delle elezioni, di voler 'cacciare' la cancelliera Angela Merkel e di voler riconquistare il Paese. L'Unione tra Cdu/Csu ha preso oggi il 33,3% contro il 41,5% di 4 anni fa. Le trattative per la formazione del nuovo governo, e soprattutto per la definizione dei punti programmatici, porteranno via non poche settimane: Merkel avrà bisogno di esercitare tutta la sua diplomazia per smussare le ali estreme sia del partito liberale, noto per essere il vero partito capofila del fronte pro-austerity (un ministro delle Finanze dell'FDP potrebbe rivelarsi ancor più "falco" dell'uscente Wolfgang Schäuble), sia dei Verdi, in particolare per alcune richieste di carattere ambientale che saranno mal digerite dall'establishment di centro-destra. Qualsiasi governo si formerà dovremo fare attenzione. Crollo per i socialdemocratici di Martin Schulz che si fermano al 20%, quasi cinque punti percentuali in meno di 4 anni. Dati al 13%, hanno raggiunto un ragguardevole +8,5% rispetto al 2013, conquistando 87 seggi in Parlamento e divenendo di fatto la terza forza politica del Paese. Schulz ha infine confermato la posa di una pietra tombale sulla collaborazione con la Cdu e sull'avanzata nazionalista, ha definito la Afd in Parlamento, "un dolore e una minaccia". "Comunque vada è stata una campagna meravigliosa", ha detto Schulz, che ieri ad Aquisgrana ha abbracciato pubblicamente sua moglie Inge, come "atipico" gesto finale. E così il comitato direttivo ha deciso di dare il benservito alla Merkel: "Ora il partito andrà all'opposizione".

Numeri da definire a parte, un dato politico è stato subito ufficializzato dopo il voto, ovvero la fine della Grande Coalizione tra Cdu e Spd. La leader Frauke Petry ha infatti annunciato stamattina in conferenza stampa che non entrerà a far parte del gruppo parlamentare di Alternative fuer Deutschland al Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco.


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