Fabrizio Corona a Verissimo: "Disposto a sacrificare la mia vita"

Ha annunciato che sciopererà finché non gli verranno riconosciuti i suoi diritti e la libertà che gli spetterebbe.

Fabrizio Corona, il fotografo dei vip che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi per la decisione di iniziare lo sciopero della fame in seguito al rigetto dell'istanza di affidamento ai servizi sociali, torna a far parlare di sé, stavolta per aver scritto dal carcere un'accorata lettera indirizzata alla popolare trasmissione di intrattenimento televisivo di Canale 5 "Verissimo", condotta anche quest'anno da Silvia Toffanin.

A metterlo nero su bianco sono i giudici che hanno depositato le pubblicazioni della sentenza che, lo scorso 12 giugno, ha condannato Fabrizio Corona a un anno per illecito tributario, nonostante ci fosse una richiesta di 5 anni di reclusione da parte della Dda.

La lettera (disperata) di Fabrizio Corona a Verissimo - Smentendo il fatto che Fabrizio Corona non sarebbe ricorso allo sciopero della fame, Silvia Provvedi (fidanzata di Fabrizio Corona) è intervenuta durante la registrazione del programma affermando infatti che: "Fabrizio ha iniziato lo sciopero della fame. So che Fabrizio è psicologicamente molto combattivo, ma l'attuale situazione in cui si trova e la consapevolezza di dover rimanere ancora in carcere per un anno lo ha profondamente scosso".

Fabrizio Corona continua la sua lotta dal carcere.

Basta pregiudizi! Voglio tornare a fare il padre.

Fabrizio Corona, lettera dal carcere di San Vittore alla presentatrice di verissimo Silvia Toffanin.

"Voglio insegnare a mio figlio che bisogna sempre lottare contro le ingiustizie e le libertà negate, contro gli abusi di potere e le vanità personali che nulla hanno a che vedere con i procedimenti giuridici e la giustizia".

Sciopererò fino a quando non mi verrà fissata un'udienza nella quale verranno riconosciuti i miei diritti e la libertà che mi spetta.Il giudice che mi ha assolto nelle motivazioni della sentenza già depositata e non letta dal magistrato di sorveglianza, dichiara che non sono un soggetto pericoloso, che non ho mai vissuto dei proventi dei reati e che non sono un delinquente professionale, anzi, che ho gestito bene la mia immagine. Nel provvedimento con cui ha respinto la richiesta di applicazione dell'affidamento terapeutico in via provvisoria, il giudice si riferisce a "concreti elementi" che testimonierebbe la perdurante "pericolosità sociale" di Corona.

Dove sta la verità? Ma, come dice Papa Francesco, quando uno si macchia è difficile smacchiarsi. Ne ho assolutamente diritto e mio figlio ha bisogno di me. Non nega inoltre di aver sbagliato, ma è sicuro di aver già pagato per i propri errori.

A differenza di molti altri che, pur uccidendo, violentando e commettendo le peggiori atrocità sono in liberà vigilata e quindi fuori dal carcere!


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