Def, Pil rivisto in rialzo all'1,5% nel 2017. Confermata la rottamazione-bis

Sale anche il deficit: nel 2018 viene portato all'1,6% dall'1,2% previsto.

Il consiglio dei ministri vara il Def dopo il rinvio di ieri.

Il debito sarà al 131,6% quest'anno e al 129,9% rispetto al Pil nel 2018. Tra gli annunci, in attesa dell'approvazione entro il 15 ottobre il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlano delle clausole Iva e dell'ipotesi di una rottamazione bis delle cartelle. "Qualcuno penserà che siano cifre troppo ottimiste ma sono giustificate dalle politiche che si intendono mettere in atto e dal fatto che le previsioni in passato ci hanno sorpreso in su piuttosto che non in giù".

Per Gentiloni il quadro economico "è positivo, con numeri di crescita più alti e più stabili", e sarà tale da consentire il conseguimento di un margine favorevole di finanza pubblica, per "portare in Parlamento una legge di bilancio che non sia un freno alla tendenza positiva dell'economia". Grazie al costante confronto con gli interlocutori della Commissione europea, l'Italia oggi può, ancora una volta, adottare una manovra per il prossimo anno con caratteri espansivi e più marcati rispetto a quelli previsti nel Def di aprile, con conseguenti vantaggi per la crescita economica, l'occupazione e la lotta alle disuguaglianze.

"Il debito sta cominciando a scendere -ha detto Padoan - e noi prevediamo un sentiero di discesa e questo vuol dire più fiducia sui mercati". Sulle pensioni invece è intervenuto direttamente il presidente del Consiglio, spiegando che "i margini per discutere ci sono sempre, ma non per fare operazioni generalizzate". Valuteremo la possibilità di operazioni puntuali. Nel 2019 l'indebitamento netto dovrebbe scendere allo 0,9% e nel 2020 a 0,2%.

"Il debito - ha affermato Padoan - scende nel 2017 anche tenendo conto delle somme messe a disposizione del sistema bancario per affrontare le ben note situazioni di crisi".

"Dal punto di vista della finanza pubblica, il Paese dispone di uno spazio fiscale un pò più ampio". "Il quadro della finanza pubblica che si disegna permette di dire che le clausole di salvaguardia verranno eliminate completamente".

I proventi da privatizzazioni sono pari a 0,2 punti di Pil nel 2017 e a 0,3 dal 2018. "Ciò conferma i risultati di un lungo percorso che tiene conto dei vincoli ai due lati strada che sta dando frutti e che spero daranno frutti anche nei prossimi anni".


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