Bimba muore di malaria: Lorenzin invia esperti agli Spedali Civili di Brescia

Il parassita che ha causato la malaria alla bimba trentina di 4 anni morta a Brescia, dopo il ricovero a Trento, è lo stesso che aveva fatto ammalare i due bambini di ritorno dal Burkina Faso che erano in pediatria a Trento negli stessi giorni della piccola. Al momento le ricerche procedono a 360 gradi ma l'attenzione è rivolta soprattutto a un ricovero che la bambina ha avuto nel reparto di pediatria dell'ospedale Santa Chiara di Trento dopo Ferragosto.

La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Sebbene il parassita sia lo stesso, "possono esserci diversi ceppi - sottolinea la dott.ssa Di Palma - Da appurare è quindi se sia o meno lo stesso". Anche su questo punto insistono gli accertamenti del ministero: "Sul caso il ministro Lorenzin ha chiesto una relazione all'assessorato alla Salute della Provincia autonoma di Trento e ha inviato un gruppo di esperti all'ospedale Santa Chiara di Trento per accertare le modalità del contagio", si legge in una nota.

La bimba ad agosto era stata prima in ospedale a Trento per un esordio di diabete infantile.

Quella valigia per adesso è l'unica spiegazione per motivare quello che è successo a Sofia Zago, 4 anni.

Risale a pochi giorni fa la tragica notizia della morte di Sofia, la bambina di Trento morta nell'ospedale di Brescia a causa della malaria.

I due bambini, ricoverati insieme alla madre e al fratello adolescente, sono stati dimessi dopo essere guariti. La piccola non era mai stata all'estero. La piccola vittima si chiama Sofia Zago ed è morta nella notte tra domenica e lunedì. La dott.ssa Di Palma, infatti, chiarisce che "la piccola, già il 18 e il 19 poteva uscire dall'ospedale tre o quattro ore al giorno, perché le sue cure per il diabete lo permettevano, e il 20 ha potuto farlo per l'intera giornata, tornando solo per dormire e per essere dimessa la mattina del 21". La Procura di Trento indaga per omicidio colposo contro ignoti. Anche se fosse avvenuto un ipotetico contagio diretto fra i bambini (tramite il sangue) oppure tramite l'utilizzo di strumenti non sterilizzati e non monodose - tutte circostanze smentite categoricamente dall'Azienda sanitaria - trovarne le prove ora, a distanza di più di due settimane sarà molto difficile. Escludendo l'eventualità di una trasfusione contaminata (evento estremamente improbabile), la piccola potrebbe essere stata punta da una zanzara arrivata con un aereo proveniente da paesi a rischio oppure - ed è questa la cosa che ci deve preoccupare - le zanzare in grado di trasmettere la malattia con efficienza sono tornate ad essere in numero sufficiente per trasmettere la malattia nel nostro paese e noi non lo sappiamo ancora.


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