Ape volontaria ufficiale: Gentiloni firma il DPCM

Prevedere 12 mesi di anticipo rispetto all'età legale per l'accesso alla pensione di vecchiaia per tutte le lavoratrici che abbiano avuto o adottato un figlio.

Il Premier Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo dell'APE volontaria, la cui attesa era stata paragonata da qualche commentatore alla celebre opera di Samuel Beckett "Aspettando Godot".

La domanda per l'Ape volontaria, la nuova misura del governo che permetterà di uscire dal mercato del lavoro fino a 3 anni e sette mesi prima, richiedendo un prestito, potrà essere fatta subito dopo l'accordo tra il ministero dell'Economia, il ministero del Lavoro e l'Abi per stabilire i tassi di interesse sul finanziamento e decidere la misura del premio assicurativo del rischio di premorienza (se il pensionato muore prima di aver estinto il debito). Oggi invece invece c'è un sistema basato su più "fasce", erede della riforma Fornero anche se significativamente ammorbidito a confronto con il 'modello purò, che adeguava ai prezzi solo le pensioni sotto i 1.500 euro. Con conseguenze, però, sui costi dello stesso, perché l'Ape è un prestito a garanzia pensionistica.

Il prestito ottenuto viene restituito in 260 rate in un periodo di 20 anni mediante una trattenuta che viene effettuata dall'Inps all'atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, inclusa la tredicesima. Secondo le ultime notizie del decreto, chi vorrà andare in pensione prima con l'ape volontaria subirà una penalizzazione sulla pensione finale compresa tra il 2% e il 5-5,5% medio annuo. Come già accennato in precedenza, l'importo l'importo della pensione mensile risulta pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell'assicurazione generale obbligatoria (cioè 702,65 euro al mese). Una volta pubblicato in Gazzetta ufficiale, la decorrenza sarà comunque retroattiva: ossia potranno farne richiesta tutti coloro che alla data del primo maggio scorso hanno maturato i requisiti necessari.

In questo modo le donne che potrebbero accedere all'Ape social quest'anno potrebbero diventare da 11 mila a 15 mila. Dunque non solo l'Europa non potrà fare alcuna reale obiezione, ma per giunta è probabile che ci copi l'idea!

Oppure il lavoratore può scegliere di attingere ad una sola delle due misure, a seconda di quelle che sono le sue esigenze. L'obiettivo di palazzo Chigi e' quello di bilanciare lo squilibrio nelle richieste di anticipo pensionistico, fin qui arrivate prevalentemente da uomini; le domande delle donne, infatti, non supererebbero il 29% e l'obiettivo sarebbe di arrivare al 40%. La pensione anticipata per le donne, con questo meccanismo, potrebbe essere più facilmente accessibile alle donne lavoratrici che sono pure mamme, anche se, va sottolineato, questa specie di sconto per chi ha prole non piace ai sindacati, dato che si tratta di un meccanismo certamente parziale che non si può applicare a tutte le donne lavoratrici. E dal 2019, salvo provvedimenti che facciano scattare il blocco, l'età pensionabile dovrebbe salire a 67 anni.


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