Agcom, multe per tariffe a 28 giorni

Quindi in attesa che le tempistiche, certamente non brevi, del governo facciano qualcosa in questo senso, è tornata a farsi sentire anche l'Agcom che ha nuovamente ammonito Wind-Tre, TIM, Vodafone e Fastweb affinchè riportino la fatturazione per i servizi fissi al mese solare completo, minacciando nuovamente pesanti sanzioni.

Di riflesso a loro carico sono scattati i procedimenti sanzionatori, ma l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni mira a fare di più avendo sottolineato l'intenzione di adottare nuove iniziative affinché si eviti il cosiddetto effetto trascinamento con fatturazione a 28 giorni non solo per i servizi di telefonia e per le offerte convertenti, ma anche in altri settori.

L'Autorità ha infatti disposto che "per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l'unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli". Infatti, stando alla delibera di marzo dell'Agcom, l'Autorità per le comunicazioni, solo i contratti di telefonia mobile potevano ricorrere alla scadenza a quattro settimane, per la linea fissa invece il tempo minimo di fatturazione coincideva con il mese. Sul banco degli imputati ci sono i colossi della telefonia italiana: Fastweb, Wind Tre, Vodafone e Tim. "Le sanzioni sono basse", spiega a Fanpage.it Alessia Morani, deputata del Pd che ha annunciato l'arrivo di una proposta di legge per abolire le fatturazioni a 28 giorni. Al termine delle verifiche effettuate da Agcom, però, "è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell'Autorità".

L'impressione è che molto dipenderà dalle sanzioni che l'AgCom vorrà comminare agli operatori (la cui entità non è stata ancora comunicata). Vedremo cosa accadrà e, soprattutto, come si pronuncerà il Tar cui si sono rivolti i gestori telefonici.

Agcom sta decidendo sul da farsi in modo che questo modus operandi non venga utilizzato anche in altri ambiti. Insomma, senza un provvedimento di legge si può stare certi che il mese "rubato" al calendario e alle tasche dei consumatori continuerà ad esistere e a diffondersi.

La principale indiziata sembra essere SKY che da ottobre 2017 pare passerà dai canoni mensili a quelli ogni 28 giorni, azione che potrebbe scatenare un ulteriore corsa alla nuova fatturazione nel mercato delle pay tv comprensive di Mediaset Premium. La causa si avvierà in autunno e avrà l'inedita caratteristica di essere penale. Questa decisione, all'apparenza innocua, in realtà nasconde costi maggiori per i consumatori che di fatto si trovano a pagare non più 12 ma 13 bollette ogni anno.


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