Un fantasma si aggira in Sicilia: è Alfano

I fedelissimi lo descrivono stufo di farsi assegnare la parte della "bella di Torriglia, che tutti la vogliono ma nessuno se la piglia", per dirla con il capogruppo di Mdp Laforgia. Alfano dunque si appresta a dire sì a chi saprà costruire la coalizione più ampia possibile, guidata da un moderato e capace di battere i Cinquestelle, perché Grillo e compagni non possano usare Palazzo d'Orleans come trampolino per tuffarsi su Palazzo Chigi. Angelino Alfano nasce ad Agrigento nel 1970 e già dalle referenze del padre Angelo (consigliere comunale e assessore ad Agrigento della Dc) è possibile farsi un'idea di come si svilupperà politicamente l'Alfano politico. A pochi giorni dalla decisione del coordinatore di Forza Italia Gianfranco Micchichè di stabilire una intesa con Angelino Alfano che sembrava compiere un passo indietro sugli accordi con il centro sinistra, oggi invece si assiste ad un nuovo capitolo delle complesse strategie politiche messe in atto per raggiungere una certa stabilità necessaria per presentarsi forti e coesi all'elettore che dovrà rimescolare lo scacchiere nel comparto amministrativo della Regione Sicilia. Alfano per ora tiene aperta ogni possibilità: annuncerà il nome del candidato centrista dopo ferragosto, poi - spiegano fonti a lui vicine - si vedrà chi converge. "E gli ho proposto di incontrarlo nella speranza che anche Forza Italia possa confluire su questa candidatura". "Sarebbe ragionevole convergere sul candidato che abbia le caratteristiche più adatte non solo a vincere ma a garantire ai siciliani cinque anni di buon governo, dopo i disastri della Giunta Crocetta".

Nonostante il ministro degli Esteri continui a sostenere che "nulla è deciso", in realtà sembrerebbe che il Pd e Alfano stiano convergendo verso un'intesa che sarebbe stata accelerata anche dal veto posto dal leader della Lega Nord, Matteo Salvini, e quello di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, sull'alleanza con il leader di Ap.

Anche per Guerini si lavora alla "costruzione di una coalizione larga sul modello Palermo" e in "questo schema è aperto un confronto con Alternativa popolare". "Non ci sono patti chiusi", rivela al Mattino. Silvio Berlusconi prende in mano la "pratica" Sicilia. Per questo Maurizio Lupi e Roberto Formigoni sono molto scettici sull'accordo con i dem. L'unico modo che Alfano ha per uscire dall'impasse è imporre un suo candidato sull'isola. Tutto sembra andare a gonfie vele per Alfano ma molti dei big che l'avevano seguito nell'avventura del Ncd, iniziano a covare dubbi sul leader e sul progetto del partito.


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