Un anno fa il terremoto che devastò il centro Italia

La cerimonia si è tenuta nella tenda allestita nel campo sportivo di Amatrice, alla presenza di parenti, amici delle vittime e tutta la comunità cittadina. Una felpa che vuole essere il simbolo dell'appartenenza, dell'identita'. Il terremoto ha causato anche vasti danneggiamenti al patrimonio culturale della zona: ad Amatrice soltanto la torre civica con la campane è rimasta in piedi, assieme alla chiesa di Sant'Agostino, alle porte del centro, benché con la facciata parzialmente crollata. E ora, scrive Mattia Feltri su La Stampa, la situazione appare chiara: Amatrice ci prova e mostra la vita che c'è, anche se conosce la verità.

"Se non cambiano radicalmente cultura", ha continuato Santilli, "dalla politica al popolo civile, e seppelliamo definitivamente la "sveltina" dell'abuso che prima o poi verrà sanato, passando al costruire bene ed in regola, saremo destinati ancora per tanto tempo a piangere i morti dei terremoti, delle valanghe e delle catastrofi ambientali, perché la natura si ribella alla violenza a cui la sottoponiamo". I sismografi nella notte hanno registrato oltre 70 scosse, 460 in tutto, segno che lo sciame sismico è tutt'ora attivo.

Il numero delle vittime è stato particolarmente alto perché i territori colpiti, che d'inverno sono abitati da un modesto numero di residenti, erano in quel momento nel pieno della stagione turistica e ospitavano un numero molto maggiore di persone (specialmente Amatrice, dove tre giorni dopo si sarebbe dovuta tenere la sagra dell'Amatriciana). La moneta 'Fidelis Amatrix' nel 1486 fu concessa in diritto alla citta' di Amatrice da Ferdinando D'Aragona per la fedeltà dimostratagli nella lotta contro gli Angioini.


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