Torino, neonata in coma: padre indagato per lesioni gravi

Una veduta esterna dell'ospedale infantile Regina Margherita, questo pomeriggio 18 aprile 2011 a Torino.

"Si può ritenere che l'origine della condotta risieda non solo nello stato soggettivo di chi l'ha posta in essere - scrive in una nota la Questura di Vercelli - ma anche nelle generali condizioni di vita del nucleo famigliare, particolarmente problematiche". La piccola era stata ricoverata all'ospedale Regina Margherita di Torino, con ferite al cranio e fratture alle costole. I medici hanno sottoposto la piccola agli accertamenti del caso ed è risultata le presenza di numerosi ematomi. Il suo miglioramento ha permesso il trasferimento in terapia subintensiva, nella giornata di ieri.

A poche ore dal ricovero la piccola è entrata in coma e il papà, 34 anni, ha confessato: nel corso di un interrogatorio ha ammesso di essere stato lui a mettere le mani addosso alla piccola. Le indagini della Questura di Vercelli, agli ordini del questore Rosanna Lavezzaro, sono partite dall'acquisizione delle informazioni medico-legali e sono proseguite con l'accertamento del difficile quadro familiare in cui la bimba era inserita. La seconda volta, invece, aveva un herpes. Ma le indagini si sono presto concentrate sulla famiglia della bambina, che vive in un contesto critico e già conosciuto ai servizi sociali del Comune. Ha continuato dicendo che la neonata, poi, si era messa a piangere ("Piangeva, non sapevo come farla smettere") e che, nella fretta di metterla nella culla, l'ha strattonata, facendole sbattere la testa.


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