Stupro a Rimini. Catturati i responsabili: sono stati riconosciuti dal trans

La foto marchiata 'RiminiToday' è stata ripubblicata anche sul profilo Twitter dello psichiatra e politico Alessandro Meluzzi, intorno alle 21 di martedì, anche in questo caso in riferimento allo stupro di Rimini, indicando le quattro persone quali gli autori del fatto di sabato, con il commento "I nuovi italiani stupratori di Rimini accolti e integrati dai buonisti cattocomunisti".

Non dà nulla per scontato il capo della Procura di Rimini, Paolo Giovagnoli, perché queste sono ore decisive per la caccia ai quattro. Richieste inoltre, dalle autorità polacche, la possibilità di accedere agli atti.

Intanto all'ospedale 'Infermi' di Rimini, dove sono ricoverati i due turisti polacchi sono arrivati dal Paese dell'Est europeo i familiari, la mamma del ragazzo e il fratello della ragazza. E quando ha capito che l'avrebbero violentata a turno senza scampo, li ha implorati di usare almeno il profilattico. "Noi ci costituiremo, ovviamente, parte civile nel procedimento penale nei loro confronti". "Abbiamo una pista, sono fiducioso, la polizia sta lavorando bene, credo si possa arrivare ad una soluzione in tempi brevi". Perché poi non offrono un supporto concreto alle vittime e si limitano a fare fiaccolate? "Sarei in grado di riconoscere quello che mi ha toccata", ha aggiunto.

Con il passare delle ore si esclude invece che lo stesso branco abbia anche aggredito, il 12 agosto scorso, una coppia di Varese che alle quattro della notte stava rientrando nel proprio appartamento in affitto dopo una serata alla discoteca "Altromondo". Forte il sospetto che siano stati ospitati da conterranei. "Ci siamo divisi e io ho iniziato a correre prendendo le vie limitrofe mentre il mio ragazzo mi seguiva a distanza".

La notizia è stata rilanciata dal Resto del Carlino di Rimini, che sta seguendo con grande attenzione l'intera raccapricciante vicenda. E' particolarmente grave poiché la mediazione fra la nostra cultura e quella di altre comunità che scelgono di trasferirsi nel nostro Paese ed accettarne le regole deva avere come punto cardine il rifiuto netto di ogni forma di violenza contro le donne. "Rimini è sconvolta per questa notte di violenza improvvisa, inaudita, belluina e crudele" scrive Gnassi "e si stringe intorno alle vittime". Per almeno due di loro, infatti, la descrizione non collimerebbe con quella fornita dalla ragazza polacca.


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