Strage di Bologna, i familiari delle vittime lasciano la cerimonia per protesta

La protesta contro il governo in Consiglio comunale. E non partecipa al corteo. Quest'anno, quindi, i familiari delle vittime della strage di Bologna considerano "sgradita" la presenza del governo alla cerimonia di commemorazione che si tiene in Comune, tanto da lasciare l'Aula proprio mentre sta per prendere la parola il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, in rappresentanza dell'esecutivo.

Lo striscione "Bologna non dimentica", due file di taxi bianchi, decine e decine di gonfaloni, poi un lungo serpentone di cittadini. Completata questa prima parte della giornata, la manifestazione si sposterà a S. Teresa di Riva ed esattamente nei Giardini dell'ex Villa Ragno dove alle 20,30 si darà inizio alla serata per la XII edizione del Premio Zappalà 2017. L'esplosione causo' 85 vittime e oltre cento feriti. Il comportamento di questo governo è stato assolutamente scorretto e truffaldino.

"Conosco bene - ha detto il ministro - le richieste che in tutti questi anni sono state formulate dal presidente Paolo Bolognesi e dalle associazioni delle vittime del terrorismo nei confronti della presidenza del Consiglio, dei ministeri e delle istituzioni competenti".

“La strage di Bologna è stato uno degli eventi più drammatici e ignobili che il nostro Paese abbia vissuto - ha detto Antonio Decaro -.

Ecco perché ha buon gioco il Vescovo di Bologna Zuppi a, parlare di Ferita Aperta, dopo tanti anni. L'unica domanda lecita è se il commando brigatista intendesse colpire al supercarcere di Trani o al porto di Taranto (il che spiegherebbe il coinvolgimento degli agenti tedeschi del Patto di Varsavia, nonché alcuni messaggi in codice emessi dai servizi nei depistaggi fatti). Un orologio, fermo alle 10.25, ricorda ai pendolari quanto e' avvenuto in quel luogo. "Pertanto noi adesso usciamo, come familiari delle vittime, e lasciamo che Galletti dica tutto quello che dirà". Non si può chiedere l'archiviazione basandosi su vecchie sentenze, senza analizzare le carte che abbiamo mandato. A un altro universo sembravano appartenere anche le gambizzazioni, i processi, Ordine Nuovo, i Nar, i servizi segreti deviati solo in apparenza, i magistrati uccisi e le vittime di altre stragi.

IL CORTEO - Poi, appunto, il corteo.

Ecco, il fatto di commemorare quel giorno, oggi, tutti insieme, nella dimensione descritta dalla Costituzione della Repubblica racconta di una battaglia, quella antifascista, che non finisce mai e che continueremo nonostante il tempo, l'età, nonostante il diluirsi del ricordo, assieme anche ai partigiani che non ci sono più ma che sono vivi nel nostro ricordo e nel nostro futuro. Come da tradizione, i parenti delle vittime dell'attentato sfilano portando all'occhiello una gerbera bianca. Normalmente nelle stazioni, lo dico da figlio di ferroviere, con gli occhi si cerca di capire attraverso i movimenti, l'abbigliamento, i gesti dei viaggiatori chi siano e cosa stiano facendo, e la mente viaggia come se si viaggiasse su un treno.


Popolare

COLLEGARE