Sentenza da Roma: "tiramisù friulano". Zaia furioso: "impugnerò decreto"

TREVISO A molti potrà sembrare uno scherzo di pessimo gusto, ma la notizia-shock sulla decisione presa dal Ministero delle Risorse Agricole e Alimentari di inserire, nella lista dei "Prodotti agroalimentari tradizionali del Friuli", il Tiramisù è sempre più confermata. Così è stato e la gazzetta ufficiale dello scorso 29 luglio ha riconosciuto il tiramisù tra i 169 prodotti e ricette del Friuli Venezia Giulia.

Il Friuli Venezia Giulia "brucia" il Veneto nel riconoscimento come proprio prodotto del tiramisù.

Apriti cielo: il governatore veneto Luca Zaia, che già al tempo aveva rivendicato per Treviso i natali del dolce documentato però solo alla fine degli Anni '60, ha subito bollato il riconoscimento come vergognoso. Sarebbe come se noi Veneto - sottolinea - andassimo a chiedere la protezione del marchio della 'gubana' e nessuno si peritasse di sentire i friulani. E a dividere. Oggi, martedì 7 agosto, anche il senatore di Area Popolare Franco Conte ha formalizzato un'interrogazione al ministro Martina, chiedendo le motivazioni che hanno portato il suo dicastero a riconoscere lo storico dessert trevigiano come tipicità friulana. "E' con le audizioni che si definisce la perimetrazione, così come per altri prodotti come il grana padano, il prosciutto di S. Daniele e così via". "Siamo orgogliosi di aver finalmente ottenuto un risultato che sancisce definitivamente il legame tra Tiramisù e Friuli Venezia Giulia, rappresentando un valore aggiunto per i nostri ristoratori e, quindi, per il prestigio enogastronomico dell'intera regione". L'iter di riconoscimento del Tiramisù quale Prodotto agroalimentare tradizionale è iniziato con una domanda presentata dalla delegazione di Udine dell'Accademia Italiana della Cucina, che ora, attraverso il delegato Massimo Percotto, parla di "ufficializzazione della verità storica sulle origini di un dolce simbolo dell'Italia nel mondo, riferimento permanente alla nostra cultura ed alla nostra maestria gastronomica". "Legittimamente - ha detto - ma non è legittimo che venga promulgato un decreto senza ascoltare le controparti".

Pronta la risposta dell'assessore friulano Cristiano Shaurli, che considera incomprensibili le polemiche di Zaia, ricordandogli i risultati ottenuti quando le due Regioni collaborano visto che senza il toponimo carsolino la Doc Prosecco non sarebbe mai potuta nascere.

I Pat sono quei prodotti riconosciuti a partire dal 2000 dal Ministero delle Politiche agricole, in collaborazione con le Regioni, i cui metodi di lavorazione, conservazione, stagionatura sono praticati in un territorio, in maniera omogenea con procedure tradizionali per un periodo continuativo non inferiore a 25 anni. L'istruttoria della domanda è stata quindi curata dall'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa), che ne ha verificato la rispondenza ai requisiti stabiliti dal regolamento ministeriale, e dalla Direzione Centrale per le risorse agricole, che ha provveduto alla trasmissione al Ministero.


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