Popolare di Bari, indagati i vertici

Una nuova inchiesta della Procura di Bari investe la Banca Popolare di Bari. "Il presidente Marco Jacobini, l'allora direttore generale Vincenzo De Bustis, già amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena e Deutsche Bank, i due figli di Jacobini, Gianluca e Luigi (rispettivamente condirettore generale e vice), il responsabile della linea contabilità e bilancio della popolare Elia Circelli, il dirigente dell'ufficio rischi Antonio Zullo".

Sotto accusa il presidente Marco Jacobini e i suoi figli, più gli altri vertici. Nel fascicolo infatti è finita anche una vicenda di presunti maltrattamenti ed estorsione ai danni di un funzionario dell'istituto bancario che avrebbe rilevato e segnalato alcune irregolarità nei bilanci e poi le avrebbe riferite agli inquirenti.

Queste segnalazioni, che in buona parte erano relative alla fase dell'acquisizione di Tercas, non sarebbero state gradite dal vertice della Popolare di Bari, al punto che il ligio funzionario sarebbe stato "mobbizzato" e successivamente licenziato in tronco.

I reati contestati ai vertici della banca sono di associazione per delinquere, truffa, ostacolo all'attività della Banca d'Italia e false dichiarazioni nel prospetto informativo depositato alla Consob.

Irregolarità nei bilanci e disparità nel trattamento dei soci. Alla Debar - secondo l'accusa - sarebbe stato concesso di vendere le azioni nell'asta del marzo 2016, prima cioe' dell'assemblea dell'aprile successivo in cui le stesse azioni subirono un deprezzamento del 20 per cento, da 9,53 a 7,50 euro. La Banca Popolare di Bari, 70mila soci e 3.500 dipendenti, trema di fronte alle ipotesi avanzate dai pm e ricostruite dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza.

La Banca Popolare di Bari nel mirino della Procura.

Anche in questa inchiesta, come in quella che ha portato alla proroga delle indagini a carico di Jacobini, di manager ed ex manager della Bpb, si ipotizza il reato di ostacolo alle attivita' degli organi di Vigilanza, Consob (rpt Consob) e Banca d'Italia.

"Sia chiaro per la Banca contano solo i fatti, gli atti, i numeri, la trasparenza delle procedure e, di conseguenza, la fiducia dei soci e dei clienti - prosegue la nota - E' così fortemente auspicabile che gli accertamenti (a cui vi è ampia disponibilità a cooperare) siano rapidi, per sostituire al clamore mediatico, la certezza della correttezza dei comportamenti tenuti".


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