Napoli, morì per soccorsi in ritardo ma c'erano pronte due ambulanze

Furono chiamati i soccorsi ma dal servizio di emergenza del 118 risposero che non c'erano ambulanze disponibili.

Sotto accusa un medico della Croce Rossa e quattro infermieri dipendenti del Cardarelli per la morte del 42enne avvenuta il 3 agosto alla Stazione Centrale di Napoli.

La prima ambulanza "è rimasta libera dalle ore 20.39 alle 23.57 mentre la seconda dalle 19,47 alle 21.36". Per i cinque soggetti è scattata la richiesta di provvedimento disciplinare, che va dalla censura alla sospensione fino al licenziamento con preavviso o senza preavviso. Nei confronti dei dipendenti in servizio quella sera sono stati avviati procedimenti disciplinari e il governatore De Luca ha ribadito in un comunicato stampa che per questa vicenda, così come per quella che ha coinvolto un altro giovane, deceduto al Loreto Mare, non ci saranno sconti per nessuno. "Ho denunciato prima l'accaduto alla commissione costituita da De Luca, poi ho avviato la procedura disciplinare".


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