Msf sospende i soccorsi ai migranti davanti alla Libia

"L'anno scorso - continua De Filippi - hanno sparato 13 colpi contro la nostra nave in una situazione molto più tranquilla di quella attuale". Msf è una delle Ong che non hanno firmato il codice di condotta sui salvataggi nel Canale di Sicilia voluto dal ministro Minniti.

L'organizzazione non governativa Medici senza frontiere (Msf) ha reso noto sabato 12 agosto la sua decisione di sospendere le operazioni di soccorso dei migranti al largo della Libia perché si sente minacciata dalla guardia costiera libica e le politiche del governo italiano hanno reso l'attività più difficile. Sarà dunque fermata la nave Prudence, mentre "l'équipe medica di Msf continuerà a fornire supporto a bordo della nave Aquarius di Sos Mediterranee".

"I recenti sviluppi nel Mediterraneo mostrano che il codice di condotta è parte di un disegno più ampio che intende sigillare la costa libica e intrappolare migranti e rifugiati in Libia, gettando via la chiave". Queste azioni stanno chiaramente dimostrando la vera ambizione delle autorità italiane ed europee: limitare l'attività degli attori di ricerca e soccorso indipendenti e concentrare tutti gli sforzi nel riportare le persone in Libia. Loris De Filippi, presidente di MSF, ha aggiunto che "se le navi umanitarie vengono spinte fuori dal Mediterraneo, ci saranno meno imbarcazioni pronte a soccorrere le persone prima che anneghino".


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