Morte Mattia Dall'Aglio, si indaga per omicidio colposo

Chi lo ha soccorso, con l'ausilio del defibrillatore ha fatto l'impossibile per tentare di rianimarlo, ma non c'è stato nulla fare. È stata disposta l'autopsia, che sarà effettuata giovedì.

Aumenta il mistero e si moltiplicano i sospetti sulla morte di Mattia Dall'Aglio, giovane nuotatore 24enne trovato morto nella giornata di ieri in una palestra del modenese. "Quella che viene chiamata palestra ma non lo è, perché deve avere autorizzazioni di varia natura".

La Procura indaga anche sul luogo dei fatti. Secondo le prime valutazioni il giovane nato a Montecchio, in provincia di Reggio Emilia, sarebbe stato colto da infarto. Ma il sacrificio di Mattia lo aveva portato a primeggiare anche a scuola: diplomato all'istituto Corni di Modena, si era iscritto con successo alla facoltà di Economia dell'università e si stava avvicinando al mondo del lavoro proprio in questo periodo in veste di direttore marketing in un'azienda di Formigine. Non si tratta di una palestra ma di una stanza attrezzata alla buona con macchine, diciamo così, per fare palestra. È stata aperta un'inchiesta dal pm Katia Marino. Era affetto da anemia mediterranea, patologia che non può essere messa in relazione col malore.

Nelle prossime ore quindi arriveranno delle risposte e gli esami sul corpo del giovane nuotatore potranno probabilmente dare tutte le risposte che non possono a quanto pare arrivare da altre persone.

Tesserato con la Reggiana, nel 2007 era salito sul podio nel meeting di Viareggio. In seguito sono arrivate per lui le finali tricolori nei 100 rana e 100 stile libero con l'Imola Nuoto. Nel 2015 era stato convocato per le Universiadi di Gwangju. "Ho perso un figlio - ha detto quasi l'allenatore di Mattia, Luciano Landi, che lo seguiva da anni - un atleta di altissimo spessore".


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