Libia, il ministro Pinotti: "La missione italiana non lederà la sovranità libica"

Lo ha dichiarato oggi il ministro della Difesa Roberta Pinotti, intervenendo presso le Commissioni riunite Affari esteri e Difesa di Camera e Senato. "Non stiamo parlando di questo, ma di una richiesta di sostegno ed aiuto alla Guardia costiera libica", ha aggiunto la ministra. Il compito delle nostre navi sarà di assicurare un sostegno di natura logistica, tecnica e operativa alle unità navali libiche, accompagnandole e sostenendole mediante attività congiunte e coordinate e assicurando il mantenimento o il ripristino dell'efficienza degli equipaggiamenti. "Il nostro obiettivo è anzi quello di rafforzarla". Dopo il voto - se ci sarà l'ok - partirà alla volta di Tripoli un ricognitore "per capire le esigenze dei libici".

E a proposito dell'eventualità di una contrapposizione armata degli scafisti, la Pinotti ha anche precisato che l'autodifesa dei militari italiani in acque libiche "sarà lecita": il diritto internazionale, ha precisato, "prevede un uso della forza limitato, graduale e proporzionale".

Alfano ha sottolineato che l'Italia è impegnato nell'Ue per il contrasto al traffico di esseri umani e per questo ha chiesto a Bruxelles "di fare molto di più: i fondi sono ancora troppo limitati rispetto alla sfida", ha detto il ministro degli Esteri sollecitando un ulteriore sforzo da parte dell'Unione e degli stati membri. Il pattugliatore, ha riferito la titolare della Difesa, "porterà il team dei nostri ufficiali che dovranno interloquire con i loro colleghi libici: da questa interlocuzione deriverà l'area d'azione, non decidiamo noi a prescindere, ma insieme ai libici dove andremo ad operare".

La ministra ha spiegato che si provvederà ad una azione di ricognizione preliminare a Tripoli per individuare le esigenze, e le regole d'ingaggio "saranno le stesse di "Mare sicuro", con gli adattamenti necessari". "E' escluso il blocco navale dalla missione italiana in Libia, perché è un atto ostile". Alfano ha ricordato che il sostegno italiano al governo di Tripoli è stato fornito "senza condizionarne il processo decisionale, altrimenti lo avremmo indebolito". Il prossimo 8 agosto Alfano incontrerà a Roma l'inviato speciale per la Libia, il libanese Ghassan Salamé. Per le Ong che non aderiranno "continuerà a valere la legge internazionale" che regola i salvataggi in mare - spiega la portavoce della Commissione Natasha Bertaud - legge secondo cui "ogni nave ha l'obbligo di salvare le persone in mare e di condurle in un porto sicuro".


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