Lavoro. Cresce il numero degli occupati ai livelli 2008, oltre 23 milioni

"Il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell'inizio della lunga crisi". Questi i dati resi noti dall'Istat, che sottolinea che il tasso di disoccupazione si attesta all'11,3% (+0,2 punti percentuali). Il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,1 punti percentuali). E non si arresta neppure l'aumento della disoccupazione giovanile, che si attesta al 35,5%, in aumento di +0,3 punti rispetto al mese precedente. "Nel trimestre maggio-luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna il calo sia dei disoccupati (-1,2%, -35 mila) sia degli inattivi (-0,3%, -35 mila)", prosegue il bollettino Istat. E la disoccupazione giovanile, il male cronico italiano, cresce dello 0,3% arrivando al 35,5% (+0,3 punti).

Luglio. A luglio la stima degli occupati cresce dello 0,3% rispetto a giugno, con un aumento di 59 mila unità, "confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale". L'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è infatti pari al 9,5% (cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato). La crescita dei dipendenti riguarda sia i lavoratori permanenti (+0,6%, +92 mila) sia, in misura maggiore, quelli a termine (+11,7%, +286 mila). Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,3%, +294.000).

Il tasso di inattività, invece, scende al 34,4% (-0,3 punti) e tocca il minimo storico. I dati, forniti dall'Istat, spiegano che gli occupati a luglio sono stati pari a 23,063 milioni di persone, il massimo a partire da ottobre 2008 (quando erano 23,081 milioni). Mentre, dopo un giugno tutto al femminile, va registrato il calo dell'occupazione femminile (l'incremento di giugno è interamente dovuto a quella maschile). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+371.000) e i 15-24enni (+47.000), a fronte di un calo nelle classi di eta' centrali (-124.000). Tuttavia il tasso di disoccupazione resta ancora troppo elevato.


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