Bancarotta Air Berlin: prestito per voli garantiti

Un altro fallimento nel mondo del trasporto aereo, un'altra storia di insuccesso, un altro Stato costretto a mettere soldi (150 milioni di prestito-ponte) per assicurare i voli, una nuova sconfitta per la compagnia emiratina Etihad, che ha una quota del vettore low-cost tedesco in fallimento.

"Il governo, Lufthansa e altri partner", si legge ancora nel comunicato, "sosterranno Air Berlin nei suoi sforzi di ristrutturazione".

Air Berlin, la seconda compagnia aerea tedesca, ha inviato una richiesta di apertura di procedura di insolvenza dopo che il suo principale azionista Etihad Airways ha deciso di non concedere ulteriori finanziamenti.

"In queste circostanze, come azionista di minoranza, Etihad non può offrire finanziamenti che aumentino ulteriormente l'esposizione finanziaria. Tuttavia, l'attività di Air Berlin si è deteriorata ad un ritmo senza precedenti, impedendogli di superare le importanti sfide e di implementare alternative strategiche". "Restiamo aperti ad aiutare a trovare una soluzione commercialmente sostenibile per tutte le parti".

"Prevediamo che le operazioni di Air Berlin continuino durante l'amministrazione". Entrambe le compagnie erano controllate da Ethiad, la compagnia degli Emirati. Si dovrebbe ora intraprendere un processo di risanamento.

Una compagnia aerea europea, partecipata da Etihad, arrivata alla bancarotta.

Per Air Berlin, invece, nel conto vanno messi i 73 milioni di euro che sono serviti ad Etihad a salire nel 2012 dal 2,99% al 29,21%, i 300 milioni dell'acquisto di un bond convertibile nel 2014, l'acquisto del 70% del programma "frequent flyer" per 184,4 milioni e i 250 milioni di fondi aggiuntivi forniti nell'aprile scorso come ultimo tentativo per salvare la compagnia.


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