Yara, Massimo Bossetti: "Poteva essere mia figlia". Sentenza d'appello

La Corte d'appello si esprimerà sulla sorte di Massimo Bossetti, che rischia l'ergastolo per l'omicidio della piccola Yara Gambirasio.

Oggi arriverà la sentenza d'appello del processo che ha visto come imputato Massimo Bossetti, il carpentiere di 46 anni che ha già ricevuto una condanna all'ergastolo in primo grado nel luglio dello scorso anno per l'omicidio di Yara Gambirasio. "Neppure un animale avrebbe usato tanta crudeltà". "Se fossi io l'assassino di questo orrendo delitto, mia moglie se ne sarebbe accorta leggendomi negli occhi, invece ho sempre mantenuto lo stesso comportamento".

E poi ha proseguito: "Se tenete alla vita di una persone non tralasciate nulla, la mia vita non è più vita". Nella giornata di ieri, alla vigilia dell'udienza, aveva nuovamente ribadito la sua richiesta di una ripetizione del test del dna, dicendosi sicuro che "anche Yara spera nella vera giustizia" e che lui continuerà a professare la sua estraneità ai fatti, sperando che "qualcuno finalmente gli dia retta", come specificato dai legali. "Perché avete agito così umiliandomi davanti ai miei figli, al mondo intero, perché?". "Non sono io l'assassino". Quella traccia biologica mista - della vittima e Ignoto 1 - "non può essere il mio". L'assenza del suo Dna mitocondriale "non inficia il risultato: è solo il Dna nucleare ad avere valore forense" per il rappresentante dell'accusa Marco Martani.

"Quel Dna non mi appartiene".

La prova scientifica "assolutamente affidabile" per l'accusa va letta insieme agli altri indizi di un'indagine. Ottocento metri, nei quali l'assassino l'ha prelevata e trascinata nel campo di Chignolo d'Isola dove il cadavere fu ritrovato tre mesi dopo: era il 26 febbraio 2011. Su un tema le parti concordano: vittima e presunto carnefice non si conoscevano, ma Yara potrebbe aver accettato un passaggio sul furgone di Bossetti, il quale "affascinato" da questa "giovanissima donna" potrebbe aver tentato un approccio sessuale finito nel sangue, a dire dall'accusa. Per la difesa del muratore di Mapello, non ci sarebbero prove certe della colpevolezza di Bossetti.

"Da tre anni invoco la mia innocenza".


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