Vitalizi, la legge approda in Parlamento: qualche dubbio sul Senato

Notizie del giorno. L'Aula della Camera procede da oggi con votazioni della proposta di legge in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali e della proposta di legge che introduce nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. È un testo incostituzionale, indecoroso sul piano tecnico (la Commissione Bilancio ha posto diverse condizioni) e vergognoso su quello politico perché si propone di punire ed umiliare la rappresentanza parlamentare, come se dovesse scontare delle colpe di fronte ai cittadini. Ben pochi avranno il coraggio di votare contro. "Ora speriamo che il Pd favorisca un iter del provvedimento veloce e, soprattutto, garantisca i voti necessari della sua maggioranza in entrambe le Camere, opponendosi al voto segreto". Si tratta di una legge che prevede l'introduzione del calcolo contributivo per le pensioni dei parlamentari che verranno quindi equiparate a quelle dei dipendenti statali.

Scherzando, Grillo ha esordito dicendo: "Noi vogliamo i vitalizi per tutti i cittadini e visto che non ho più ingressi economici e finanziari chiederemo dei vitalizi anche per la famiglia Grillo".

Nei municipi di Ostia e anche a Garbatella, però, li aspettano prossime elezioni, nelle quali dovranno dimostrare di avere ancora il consenso della maggior parte dei romani, come nel vero e proprio plebiscito che ha incoronato Raggi.

LA RIFORMA DEL 1997 E QUELLA DEL 2007 - La riforma del 2011 si inserisce in un solco già tracciato da altre due riforme del trattamento pensionistico degli ex parlamentari. Ecco, i grillini accusano: questa proposta si legge Richetti ma si scrive Lombardi. Ci saranno ricorsi, lo so. Con quel meccanismo si salvaguardava soltanto il pregresso, ovvero gli assegni degli ex parlamentari o di chi è parlamentare da più legislature. Inoltre viene istituita presso l'Inps un'apposita gestione separata dei fondi destinati al trattamento previdenziale dei parlamentari e, nel passaggio al sistema contributivo le pensioni dei parlamentari non potranno essere superiori al trattamento già percepito al momento dell'entrata in vigore della legge. "Ma una resa preventiva non e' possibile, altrimenti l'Italia non cambia mai".


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