Siccità: mappa dei danni regione per regione

Secondo un'analisi di Coldiretti, ammonterebbero a circa 2 miliardi i danni procurati finora all'agricoltura e all'allevamento. In Emilia Romagna è possibile toccare con mano gli effetti dei cambiamenti climatici: ai 100 milioni di danni per la siccità, se ne aggiungono altri 50 per i nubifragi. La scarsita' di precipitazioni, che, dall'inverno appena trascorso, si e' protratta anche nel periodo primaverile, come emerge anche dai dati del consorzio Lamma (il servizi meteorologico regionale) sta infatti provocando danni soprattutto sulla fascia costiera della provincia di Grosseto (tra le zone piu' colpite del centro Italia) e rischia di compromettere gravemente l'annata agricola. In Piemonte il forte caldo di questi giorni sta facendo registrare rese inferiori del 30%. Trentino Alto Adige: in crisi la produzione della frutta, -30% di produzione del fieno. La Regione ha chiesto lo stato di calamità naturale: i danni sono di circa 200 milioni.

Il nostro Paese è decisamente in emergenza siccità: lo denuncia Coldiretti qui ( il sito) che dichiara che due terzi del nostro territorio sono a secco, Nord e Sud di tutto lo Stivale.

Come investimento strategico sul medio periodo il Mipaaf ha quindi attivato un bando per migliorare le infrastrutture irrigue con una dotazione finanziaria di circa 600 milioni di euro e che verrà chiuso entro il 31 agosto. Soffrono anche gli agrumeti, i vigneti di uva da tavola e da vino. In Sardegna nel Sulcis-Iglesiente 4mila aziende agricole sono rimaste praticamente senz'acqua a causa della siccità e degli incendi e la Coldiretti ha stimato nell'Isola una riduzione del 40% delle produzioni agricole e quantificato in 120 milioni di euro le perdite per tutti i settori agricoli.

CALABRIA: I danni toccano i 310 milioni di euro E la Regione ha avviato le procedure per la richiesta della calamità. A Roma l'operatore Acea, ha proposto l'introduzione di turni per l'utilizzo dell'acqua per garantire uno stop di almeno 8 ore al giorno. L'Acea annuncia l'arrivo della misura - "obbligata" - dopo che la Regione Lazio ha ordinato da venerdì 28 luglio e fino al 31 dicembre 2017 la sospensione del prelievo dal lago di Bracciano, riserva idrica della Capitale.


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