Riina vigile e collaborante, può stare al processo

Riina è dunque in grado, per il collegio della sesta sezione, di presentarsi in giudizio.

Alla fine, nonostante le sue precarie condizioni di salute, i giudici milanesi hanno stabilito che Riina ha la 'piena capacità di intendere e di volere e quella di stare in giudizio'.

L'Ospedale di Parma ha inviato una relazione ai giudici di Milano in cui è specificato che la cardiopatia che affligge il boss Totò Riina, lo espone al rischio di una morte improvvisa. L'ordinanza del Tribunale evidenza che nella relazione rilasciata dai medici di Parma c'è scritto che Riina è 'vigile e collaborante', quindi non c'è motivo per sospendere il processo che lo vede imputato. Nelle scorse settimane, tra l'altro, ricordiamo che aveva fatto discutere il pronunciamento della Cassazione sul fatto che anche al capo dei capi di Cosa Nostra, fermo restando quello che è il suo 'spessore criminale', non deve essere negato il diritto ad una morte dignitosa. All'avvocato Mirko Perlino che chiedeva di acquisire le cartelle cliniche, i giudici hanno 'risposto' affermando che la relazione proveniente dall'Azienda ospedaliero - sanitaria di Parma e' "chiaramente esaustiva e non sono necessari ulteriori acquisizioni ne' accertamenti". Preso atto della relazione medica, i giudici hanno accertato la sua capacità di intendere e volere. Nessun dubbio per il vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli: "Totò Riina a rischio morte improvvisa secondo il medico? Non ci sono dubbi che puo' stare in giudizio". Nella relazione da un lato viene chiarito che "si tratta di un paziente estremamente fragile, completamente dipendente in tutti gli atti quotidiani, ad eccezione dell'alimentazione" ed "è sempre più difficile comprendere quanto dice", soprattutto "per esaurimento della capacità fonatoria". Inoltre, è stata respinta anche l'istanza di una perizia per valutare la capacità processuale. Il processo è stato aggiornato al 17 ottobre con la testimonianza del direttore del carcere di Opera considerato parte civile.

Ma su Riina nelle scorse settimane si era aperto un infuocato dibattito relativamente alla compatibilità fra le condizioni di salute del detenuto e la permanenza in carcere.


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