Renzi sul patto del Nazareno: "Finì per un'intesa Berlusconi-D'Alema"

Renzi incontrò a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, accompagnato da Gianni Letta e Denis Verdini, e - racconta il segretario dem - il cavaliere volle immediatamente mettere le carte in tavola dichiarando di "aver già concordato il nome del nuovo presidente con la minoranza del Pd [.] di aver ricevuto una telefonata da D'Alema, di aver parlato a lungo con lui" e, insomma, che Renzi non aveva nulla da temere perché la minoranza Pd stava con loro, garanzia di Silvio Berlusconi. "Non solo - spiega Renzi. non avevamo inserito l'elezione del capo dello Stato nel patto del Nazareno, ma l'idea che Berlusconi avesse fatto una trattativa parallela con la minoranza del mio partito, sorprese tutti, anche i suoi". E racconta quella che e' la differenza tra simpatia e politica, anche se la prima aiuta sempre anche in politica.

"E' vero, c'è prudenza, ma c'è anche la volontà di portare avanti la legge", spiegano a palazzo Chigi, "perché sono state già date rassicurazioni al Vaticano e perché Renzi la vuole assolutamente".

Ancora una volta Beppe Grillo ha scelto, come un buon padrone fa, il candidato alla presidenza della regione Sicilia, prima ancora che si concludessero e si conoscessero gli esiti dei voti on line. "Devo scoprire che si è già chiuso un accordo tra Berlusconi e D'Alema, prendere o lasciare?", continua l'ex premier. Grillo mi ricorda Pinuccio Tatarella che sembrava avere tanta fiducia in Fini, mentre privatamente diceva: è buono per la televisione, perchè è un bell'uomo, sa parlare e riesce a convincere la gente, tale e quale a Di Maio. Dice che comunque capì in quel momento che il patto del Nazareno si era rotto. "Le sue qualità parlavano per lui: professore di diritto; giudice costituzionale serio e rispettato; ministro per i Rapporti con il parlamento, della Pubblica istruzione, della Difesa; uomo di rigore e legalità nella Dc siciliana e nazionale; parlamentare di comprovata esperienza. La simpatia è una cosa, la politica è un'altra".

Quando però, nel giugno del 2016, Berlusconi si sente male e viene ricoverato, lo chiamo per sincerarmi delle sue condizioni di salute. Cosa succederà in futuro lo decideranno gli italiani, gli elettori. Sul Quirinale però non potevo consentire né a lui né a D'Alema di sostituirsi al Parlamento e decidere per tutti.


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