Pop Vicenza e Veneto Banca: sì della Camera alla fiducia

Subito dopo la conferma della fiducia al governo (ottenuta con 318 voti a favore, 178 contrari e un astenuto), i grillini hanno deciso di prenotarsi per illustrare, per almeno dieci minuti ciascuno, gli ordini del giorno in discussione: in totale sono 14 ore.

Il governo ha posto la questione di fiducia nell'Aula della Camera sul dl banche venete. Tutti i deputati del Movimento 5 Stelle hanno presentato odg con la richiesta di illustrarli in Aula. Guardate dove si trova questa notizia sugli 'autorevoli' siti di notizie. "La combinazione di questi elementi - ha detto Messina - ha portato ad un'operazione che mi sembra anche oggi il Governatore abbia definito come l'unica possibile e l'unica che poteva consentire di mantenere in sicurezza finanziaria quello che era un territorio come quello del Nord Est". Il decreto autorizza, in particolare, ad usare denaro pubblico per salvare la banca Popolare di Vicenza e la Veneto Banca, che sono all'interno di un vortice di crisi che non lascia intravedere speranza di ripresa. Protestano le opposizioni, con Renato Brunetta che nell'annunciare il No alla fiducia di Forza Italia ha attaccato: "Certamente si doveva intervenire, ma non in questo modo".

"Vista la comprovata mancanza di interesse all'acquisizione dei rami di impresa in oggetto da parte di altri operatori di mercato non si ritiene che la concentrazione in esame sia idonea a pregiudicare l'assetto concorrenziale dell'offerta in alcuno dei mercati rilevanti", spiega l'autorità aggiungendo che "la marginalità delle quote post-merger nella maggior parte dei mercati interessati, ovvero la marginalità dell'incremento, nonché le specificità riscontrate nei mercati in cui le quote detenute dalle parti risultano significative, senza che ciò si traduca in un reale potere di mercato delle stesse anche in ragione dell'andamento decrescente dell'ultimo triennio e alla luce della presenza di numerosi e qualificati concorrenti in grado di condizionare le dinamiche strategiche e commerciali del settore".

Il decreto resta sostanzialmente lo stesso. Per il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, "siamo di fronte all'ennesimo schiaffo del governo e del Pd al Parlamento e al Paese".


Popolare

COLLEGARE