"Parlamento Usa concede cittadinanza a Charlie": Ospedale Gb "costretto" a trasferire bimbo?

La dura accusa è arrivata per bocca di Alasdair Seton-Marsden, portavoce del papà e della mamma del piccolo di 11 mesi afflitto da una malattia tanto rara e grava da spingere i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra a chiedere nei mesi scorsi di staccare la spina contro il loro volere.

Oggi, i coniugi Gard hanno condiviso sui social una foto del figlio con gli occhi aperti come dimostrazione che, a differenza di quanto sostengono i medici, il bambino non è cieco. Ieri il medico si è trattenuto nell'ospedale dove il bambino è ricoverato per quasi 5 ore, prima di andare via da un'uscita laterale, e oggi sarà di nuovo nella struttura per incontrare i medici del Gosh alla presenza anche della madre, secondo quanto stabilito nell'ultima udienza.

Intanto le notizie relative all'incontro di martedì a Londra tra i medici inglesi e un team di specialisti stranieri, guidati dal neurologo americano Michio Hirano della Columbia University, sembrerebbero tutt'altro che positive. Il caso è più che mai aperto visto che al momento non si conoscono gli effetti immediati della decisione clamorosa (ma comunque preannunciata da Trump qualche settimana fa): "Abbiamo approvato un emendamento che garantisce status di residenza permanente a Charlie Gard e alla sua famiglia, in modo che Charlie possa essere sottoposto alle cure di cui ha bisogno", ha scritto su Twitter il deputato repubblicano Jeff Fortenberry.

Per la decisione dell'Alta Corte di Londra sull'autorizzazione a una terapia sperimentale per Charlie Gard si dovrà attendere il 25 luglio. Se, come sperano i genitori di Charlie e tutti coloro che hanno sposato la loro "battaglia", il giudice darà l'ok a un riesame del suo stesso verdetto, di qui a una decina di giorni la "condanna" del bimbo come irrimediabilmente incurabile potrebbe essere revocata per consentirne il trasferimento negli Usa allo scopo di tentare un'ultima chance. Sono esami considerati fondamentali per capire se al piccolo potrà essere applicato il protocollo sperimentale messo a punto dal team di ricercatori internazionali coordinati dall'istituto romano. "L'esame verificherà se i danni subiti sono irreversibili, e in questo caso non ci sarà la possibilità di sperimentare la possibile terapia a base di desossinucleotidi".


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