Mps, dopo il salvataggio ecco i tagli: chiuse 600 filiali, 5mila esuberi

Dopo il via libera al salvataggio arrivano i tagli per Monte dei Paschi di Siena: via 5.500 esuberi e chiusura di 600 filiali. Da un punto di vista strettamente finanziario, Npl junior e mezzanine andranno ad Atlante II al 21% del valore nominale mentre nascerà una nuova struttura per riuscire a tenere sotto controllo i crediti.

Morelli ha anche assicurato che i cambiamenti non saranno immediati, infatti sarà un processo lungo e pieno di difficoltà. "Il piano di uscite determinerà costi straordinari per circa 1,15 miliardi nell'arco del piano", spiegano.

La Commissione Europea ha approvato il piano di ristrutturazione 2017-2021 di Banca Monte dei Paschi, piano che punta ad un ritorno della Banca ad un adeguato livello di redditività.

"E' una svolta importante, una pietra miliare che mira a ripristinare un percorso di crescita per Mps" ha commentato l'ad di Mps Marco Morelli durante la presentazione del piano di ristrutturazione agli analisti.

Ma l'iter prevede che debbano essere soddisfatte alcune condizioni, come la ricapitalizzazione precauzionale, ergo l'ingresso dello Stato nel capitale - che dovrebbe avvenire entro luglio - l'emanazione di due decreti governativi e l'autorizzazione, appunto, della Consob.

"Consideriamo positivo l'intervento dello Stato nel gruppo Mps perché ha evitato il peggio, scongiurando una crisi che avrebbe avuto drammatiche ripercussioni sui dipendenti, sui risparmiatori, sulle economie dei territori e su tutto il sistema bancario", dice in una nota Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, primo sindacato dei bancari.

Del resto, ha chiarito l'a.d., "non esiste un piano B. Un merger e altre soluzioni strategiche, comunque, sono cose che competono agli azionisti". E' stato come vivere in una specie di pronto soccorso, con emergenze ogni cinque minuti. C'è poi il divieto di effettuare acquisizioni. L'intervento del Fondo Atlante II consisterà nell'acquisto del 95% delle tranche junior e mezzanine emesse da un veicolo di cartolarizzazione che acquisirà il portafoglio di sofferenze di Mps. Viene poi creata all'interno del Clo una business Unit dedicata alla gestione del portafoglio di crediti deteriorati, che si occuperà di early remedial actions-ristrutturazioni, del controllo delle attività e delle performance della piattaforma di recupero crediti, nonché delle attività di recupero relative al nuovo flusso di sofferenze non veicolato sulla piattaforma. L'operazione è una delle più grandi mai realizzate in Europa e complessivamente supera gli 8 miliardi di euro. "C'è un messaggio che deve passare chiaro e deve tranquillizzare i colleghi, non ci saranno licenziamenti e chi entrerà nel fondo lo farà su base volontaria".


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