Messina, tre ventenni evadono dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto

Tre detenuti italiani originari del messinese sono evasi dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. Impegnati nelle operazioni anche agenti della polizia penitenziaria liberi dal servizio.

Ha fatto perdere così le sue tracce un detenuto nel carcere di Terni, un siciliano di 54 anni, che finiva di scontare la sua pena il prossimo anno.

Sulla vicenda è intervenuto Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria: "Tre detenuti sono evasi da una struttura che era un ospedale psichiatrico giudiziario e non è mai stata adeguata alla sicurezza di un penitenziario, come chiese il Sappe fin da subito nell'indifferenza generale". I fuggitivi hanno divelto un'inferriata della palestra della casa circondariale e si sono dati alla fuga.

Ms5: "Indignati per il silenzio del ministro Orlando". Lo dicono i deputati del M5s. Era stato ammesso in regime di lavoro esterno perchè aveva dato la disponibilità a prestare la sua opera di volontariato ad una cooperativa sociale.

I deputati del Movimento 5 Stelle della commissione Giustizia unitamente con il deputato Alessio Villarosa sottolineano le gravi mancanze che affronta il mondo delle carceri italiane: "Oltre il grave caso di Messina, sono anni che cerchiamo di essere propositivi, ma le nostre proposte rimangono inascoltate come in questo caso". Lo hanno comunicato i responsabili del sindacato della polizia penitenziaria Osapp.

Non si può immaginare di offrire sicurezza ai cittadini andando al risparmio.

Angelo Urso, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria, spiega:"ormai è uno stillicidio, un susseguirsi quotidiano di eventi critici in un sistema autoreferenziale che, avvinghiato intorno a se stesso, non riesce a riformarsi, a meno che - aggiunge sarcastico - non si vogliano deflazionare le carceri attraverso l'evasione dei reclusi".


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