Malattia, arriva l'autogiustificazione al lavoro per i primi tre giorni

Autocertificazione per il primi tre giorni di malattia: il ddl arriva in Senato, primo firmatario l'ex 5 Stelle Maurizio Romani, ora gruppo Misto.

Malattia, se lavori cambia tutto con l'autocertificazione per i primi tre giorni.

Il testo presentato, se dovesse diventare legge, porterà i lavoratori a dichiarare le assenze per malattia al medico.

Secondo la proposta di legge, nel dettaglio, malattie brevi, che comportino l'assenza dal lavoro per non più di 3 giorni, potrebbero essere autocertificate dal paziente, e non più attestate col certificato medico: il medico farebbe soltanto da tramite per trasmettere l'autocertificazione all'Inps, quindi si limiterebbe a prendere atto di quanto comunicato dal paziente.

Il ddl riceve il sostegno dei camici bianchi, i cui appelli non sono rimasti inascoltati, visto che il ddl Romani è stato assegnato alla Commissione Affari costituzionali del Senato per l'esame.

Il testo, composto da due soli articoli, prevede che in presenza di un disturbo che il lavoratore ritiene invalidante ma passeggero, sarà lui stesso, sotto la sua esclusiva responsabilità, a comunicarlo al medico, quest'ultimo farà da semplice tramite per la trasmissione telematica del certificato all'Inps e al datore di lavoro.

La proposta di modifica - la Fnomceo, su impulso del Presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Piacenza, Augusto Pagani, da quattro anni porta avanti un'iniziativa per modificare la norma corrente. Ma cosa cambiera' se sara' approvato?

Con questa nuova riforma si vorrebbe anche colpire chi si nasconde dietro il certificato rilasciato dal proprio medico per giustificare la propria assenza per malattia; in questo modo ognuno si assumerebbe le proprie responsabilità. Non si tratta solo "di ridurre il carico di lavoro per i medici, ma anche di ridimensionare le pene oggi previste dalla legge Brunetta, in caso di falsa attestazione". "La legge è stata sollecitata da anni dalla Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) per modificare la legge Brunetta" - ricorda il senatore dell'Italia dei valori. Ci sono disturbi, come il mal di testa o lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili.

E di fronte al temuto schio che tale modalità possa far aumentare i furbetti, Maurizio Scassola (vicepresidente Fnomceo) sottolinea come l'autodichiarazione "potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente, come del resto già avviene, con ottimi risultati, in molti Paesi anglosassoni". "Auspichiamo dunque un iter rapido e l'approvazione entro fine legislatura".(V.Arn.) riproduzione riservata ®.


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