Ius soli, Gentiloni: se ne riparla in autunno. Alfano: così voteremo Sì

"Apprezziamo molto, al tempo stesso ribadiamo che su questo provvedimento abbiamo già detto "Sì" alla Camera e faremo al Senato dove una discussione più serena permetterà di migliorare il testo, senza che il dibattito si mescoli alla faticosa gestione dell'emergenza di questi giorni".

In sostanza, dopo lo scivolone di Renzi sugli "aiuti a casa loro", l'ex Presidente del Consiglio ha ben capito di continuare a perdere l'elettorato storico di sinistra.

"Mentana, come fa a immaginare che facciamo un governo con Silvio Berlusconi?" Anche supercangurando i 50mila emendamenti ne resterebbero un migliaio: la discussione proseguirebbe per giorni e giorni e il Pd finirebbe arrostito su quello spiedo, senza contare il rischio di approvazione di qualche emendamento esiziale. "Confido che Ap mantenga l'impegno sulla cittadinanza.Oppure è un favore ai nazionalisti", incalza Benedetto Della Vedova, senatore e sottosegretario agli Esteri.

Cecilia Guerra, Mdp: "la legge può essere sottoposta al Parlamento anche senza fiducia". Siamo pronti ad andare fino in fondo ma solo con numeri certi": "parola di Matteo Richetti, portavoce ufficiale della segreteria del Pd.

Il rinvio dello Ius Soli "è una vittoria dei prepotenti sui piccoli che non hanno voce, una vittoria dell'indecisione, una vittoria dell'incapacità di risolvere i problemi". Il diritto in questione, scrive il presule, "non è un premio ma uno strumento fondamentale di integrazione".

Critiche invece da sinistra alla posizione espressa da Gentiloni: "Per noi lo ius soli è e resta una priorità". Ogni arretramento o rinvio è un errore. "Nessun cedimento culturale alla propaganda della destra", dichiara infine il Coordinatore.

"Come sempre detto, siamo al fianco del presidente del Consiglio", ribatte il vice segretario del Pd e ministro Maurizio Martina. Ancora una volta a vincere sono le ragioni di una cultura ipocrita e regressiva. "Noi - conclude Fratoianni - continueremo a batterci perché venga approvata al più presto una legge di civiltà". Ma legge sembra destinata a finire su un binario morto: in autunno le condizioni politiche saranno ancor più difficili. E poi ha aggiunto: "L'obiettivo della nuova cittadinanza ci sta a cuore, è un passaggio importante per far crescere la coscienza civile del Paese e va perseguito cercando nelle prossime settimane il massimo di condivisione".

La decisione annunciata da Gentiloni risulta presa in accordo con il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, le cui insistenze per l'approvazione della legge erano maggiori e che, secondo gli osservatori politici, avrebbe preso atto delle difficoltà oggettive, chiedendo però a Gentiloni di prendersi la responsabilità della scelta di rinviare.


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