Istat, spesa famiglie in rialzo ma sotto livelli del 2011

Al netto di costi d'affitto la spesa media familiare è pari a 1.935,09 euro, in aumento dell'1,3% rispetto al 2015. Il dato, infatti, si riferisce alla spesa media familiare, ossia ai consumi di una famiglia in realtà inesistente. Nelle grandi città - i "comuni centro di area metropolitana", secondo la terminologia istituzionale - la spesa media mensile 2016 è di 2.899,21 euro, contro i 2.630,27 del 2015: l'incremento è superiore al 10% in un anno. In generale, tra le famiglie con budget più contenuti pesano maggiormente le spese destinate al soddisfacimento dei bisogni primari, come quelle per alimentari, abitazione, mobili, articoli e servizi per la casa: tali voci rappresentano, rispettivamente, il 53% della spesa mensile per le famiglie monocomponente di 18-34enni e il 71% per quelle di anziani soli.

"Le famiglie con spese più basse spendono solitamente il 7,9% della spesa sostenuta dal totale delle famiglie residenti, mentre le famiglie con spese più elevate spendono il 39,4% del totale delle famiglie. - viene specificato - I dati esposti parlano chiaro: evidenziano la necessità, da parte del governo, di una concreta azione mirata alla ripresa della domanda interna, con particolare riferimento ai redditi medio-bassi ed al rilancio dell'occupazione". Invece tra gli occupati indipendenti la spesa media è di 3.586,18 per imprenditori e liberi professionisti, e di 2.805,12 euro per gli altri lavoratori indipendenti. Ogni anno le famiglie italiane spendono 2.524 euro e spiccioli.

Aumenta il livello medio della spesa alimentare, pari a 447,96 euro mensili (era 441,50 euro nel 2015), che mostra una crescente attenzione a una più corretta alimentazione. In base alla stima preliminare, l'indice dei prezzi al consumo (NIC) ha segnato una crescita su base annua (+1,2%), in riduzione di due decimi di punto percentuale rispetto a maggio."L'orientamento positivo dei livelli di attività economica per i prossimi mesi - conclude la nota - è confermato dall'indicatore anticipatore, che registra un'ulteriore variazione positiva sebbene in rallentamento rispetto ai mesi precedenti".


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