Istat, sono 700mila le casalinghe in povertà assoluta

Per quanto riguarda l'aspetto economico e reddituale, le casalinghe non godono di una buona situazione finanziaria: "La situazione economica delle casalinghe è peggiore di quella delle occupate perché le casalinghe vivono maggiormente in famiglie monoreddito e quindi sono più esposte al rischio di povertà, soprattutto nel Sud". Nel 2016 le casalinghe in Italia sono diminuite di 518 mila unità rispetto a dieci anni fa. Quasi la metà delle casalinghe (47,4%) afferma che le risorse economiche della famiglia sono scarse o insufficienti, mentre tra le occupate la quota scende al 30,8%.

L'Istat ha presentato oggi il report "Le casalinghe in Italia" dal quale risulta che 700mila donne vivono in povertà assoluta. L'Istat calcola che le donne effettuano complessivamente 50 miliardi e 694 delle ore di produzione familiare l'anno (il 71% del totale) e che le casalinghe, con 20 miliardi e 349 milioni di ore, sono i soggetti che contribuiscono maggiormente a questa forma di produzione. Le anziane di 65 anni e più superano i 3 milioni e rappresentano il 40,9% del totale, quelle più giovani (fino a 34 anni) sono meno di una su dieci, l'8,5%. La loro età media è 60 anni. Stando alle rilevazioni Istat vivono prevalentemente nel Centro-Sud (63,8%). Nel 2012 solo l'8,8% ha frequentato corsi di formazione, quota che sale di poco tra le giovani di 18-34 anni (12,9%). Poco più della metà delle casalinghe non ha mai svolto attività lavorativa retribuita nel corso della vita. Il 42,1% delle casalinghe vive in una coppia con figli, un quarto in coppia senza figli e il 19,8% da sola. Ma per le più giovani, quelle di 15-23 anni, il motivo principale per cui non cercano lavoro è di natura familiare nel 73% dei casi. Sono 560mila quelle con cittadinanza straniera.

Nel 2014 sono state effettuate in Italia 71 miliardi e 353 milioni di ore di lavoro non retribuito per attività domestiche, cura di bambini, adulti e anziani della famiglia, volontariato, aiuti informali tra famiglie e spostamenti legati allo svolgimento di tali attività. Le ore di lavoro retribuito stimate sono invece 41 miliardi e 794 milioni.

Nel 2014 le coppie di genitori in cui la donna è casalinga di età compresa tra 25 e 44 anni e l'uomo lavora, sono caratterizzate da un livello elevato di asimmetria: l'80,3% contro il 67,3% delle coppie in cui entrambi i partner lavorano. Nel tempo però l'asimmetria nel lavoro familiare è andata diminuendo (era l'89,6% del 1989).

Entrando nuovamente nel dettaglio della Liguria, il 45,4% dichiara che la salute va bene o molto bene (media nazionale 48,2%), mentre il 65,7% dichiara di avere una o più malattie croniche (media nazionale 59%). Nonostante questi dati, non proprio incoraggianti, oltre un terzo delle casalinghe rappresentate nel rapporto, dichiara un valore alto di soddisfazione della propria vita (percentuale che aumenta tra le donne occupate).


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