Inchiesta nomine, Raggi in Procura per dichiarazioni spontanee

"E' stato un colloquio cordiale", ha detto Raggi uscendo dal Tribunale. Così il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha parlato della situazione a Ostia a margine della visita a Educamp. "Del resto lo avevo chiesto io, sono fiduciosa".

La sindaca è stata sentita per quattro ore nell'ufficio del sostituto procuratore Francesco Dall'Olio, titolare dei due fascicoli sulle nomine in Campidoglio che vedono iscritta la prima cittadina. Quando alla vicenda legata a Renato Marra (da vicecapo della polizia municipale a capo della Direzione Turismo del Campidoglio), la sindaca ha ribadito di non aver fatto alcuna falsa dichiarazione. Per quanto riguarda la nomina di Renato Marra la sindaca è sotto indagine per aver dichiarato che aveva deciso in totale autonomia: lo disse all'Anac lo scorso dicembre, ma secondo i pm le chat tra lei e Raffaele Marra la smentirebbero.

La sindaca 5Stelle, che era già stata interrogata il 2 febbraio, nei giorni scorsi aveva fatto consegnare in procura gli esiti di una serie di indagini difensive che, secondo la sua difesa, definivano meglio la vicenda di Marra: cioè che non fu lei a nominarlo, ma che si limitò ad avallare una decisione presa dall'assessore al Turismo, Adriano Meloni.

Nella prima inchiesta è indagato per abuso d'ufficio lo stesso Salvatore Romeo.

Sulla scelta di indicare Romeo a capo della sua segreteria politica, da dipendente del Dipartimento Partecipate quale era, la prima cittadina ha presentato al pm un parere "pro veritate" del professor Federico Tedeschini, amministrativista, a riprova della piena legittimità di quella nomina fatta in base all'articolo 90 del Tuel.

Ecco perché l'abuso d'ufficio è rimasto in piedi per Raffaele Marra mentre è caduto, per insussistenza del reato, per la Raggi. Mesi fa quelle stesse assicurazioni costarono il posto all'allora capo della segreteria.


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