In Italia povertà estrema all'11,9%. Il lavoro? Un'utopia

Lo conferma il rapporto 2017 Employment and Social Developments in Europe Review, diffuso dalla Commissione Europea. A completare il quadro ci sono gli italiani in condizioni di povertà estrema: negli ultimi due anni il trend è aumentato, caso unico nel vecchio continente assieme a Romania ed Estonia. La quota di neet italiani nel 2016 è stata del 19,9%, un dato in ribasso rispetto al 21,4% del 2015, ma che resta comunque il più alto nella Ue dove la media è dell'11,5%.

Per quanto ancora considerevole, il numero dei giovani d'età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione, è sceso nel corso dell'ultimo anno. Sui giovani "grava un onere particolarmente elevato: tendono ad avere più difficoltà a ottenere un posto di lavoro e si trovano più spesso in forme di occupazione atipiche e precarie come i contratti temporanei, che possono comportare una minore copertura previdenziale".

C'è di più. Il dato più sconfortante per il territorio italiano arriva dal numero di persone che vivono in assoluta povertà. Gli under30 guadagnano in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Il rapporto parla di un considerevole rischio di precarietà, precisando che i giovani aspettano i 31-32 anni per lasciare il nido familiare e fare figli, mentre nel resto d'Europa questo avviene mediamente intorno ai 26 anni. A questo si aggiunge un sistema scolastico che abbandona lo studente una volta finiti gli studi superiori e che non prevede veri e propri percorsi che aiutino lo studente a trovare la propria strada per il futuro. A riuscire nel difficile compito di impiegare questa enorme forza lavorativa è stata, ad esempio, la Germania che oggi è il secondo miglior paese (dopo la Svizzera) per le opportunità offerte ai giovani.

L'Italia ha un primato in Europa, ma non è una buona notizia.

Secondo i dati Eurofound forniti dall'Istituto Toniolo, i Neet costano all'Italia 36 miliardi di euro, pari al 2% del Prodotto interno lordo (PIL).


Popolare

COLLEGARE