Il piccolo Charlie non può venire in Italia

Nel frattempo, 40 eurodeputati hanno firmato una lettera per appoggiare la famiglia Gard: "Ci riteniamo obbligati ad esprimere le nostre preoccupazioni più profonde riguardo al risultato oltraggioso del caso di Charlie, che infrange i valori fondamentali dell'Europa, in particolare il diritto alla vita, il diritto alla dignità umana e all'integrità personale", scrivono nella lettera aperta, "Charlie Gard è un bambino di 10 mesi che soffre di una condizione medica rara e minacciosa per la vita, attualmente dipendente dal supporto alla vita in uno degli ospedali di Londra". Dopo aver incassato il diniego della clinica londinese ad un eventuale trasferimento del bambino a Roma, i medici della struttura italiana - che in passato si sono occupati di casi riguardanti bimbi con malattie senza diagnosi o terapie - hanno preso contatto con esperti statunitensi per la messa a punto di un protocollo sperimentale mirato, destinato cioè al piccolo.

Il piccolo Charlie Gard non può essere trasferito all'ospedale Bambino Gesù.

"La mamma ha chiamato l'ospedale chiedendo di approfondire l'aspetto scientifico", ha aggiunto Enoc.

"Ci sono evidenze in laboratorio che il protocollo per la cura di Charlie Gard può funzionare".

Il caso del piccolo Charlie Gard torna in tribunale. Le istituzioni non hanno il diritto di spegnere la vita di un bambino amato.

"Mi è giunta notizia che i ricercatori hanno messo a disposizione il loro trattamento per l'ospedale di Londra il quale pensa di poterlo verificare". "Sarebbe del resto davvero in contrasto con lo spirito tipicamente liberale anglosassone- conclude Gambino - privare per motivi burocratici della libertà di circolazione e di cura un essere umano malato e costringerlo a morire nel suo luogo di residenza". Comunque la si giudichi, la vicenda resta delicata anche sul piano giuridico oltre che su quello morale o etico. Lo rende noto la Farnesina, spiegando che il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il suo omologo britannico, Boris Johnson.

La mutazione a cui si riferiscono i medici è la stessa che colpisce il piccolo.


Popolare

COLLEGARE