Il Papa vuole l'ostia buona, pulita e giusta

Per quanto riguarda il vino, deve essere "naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee". Le indicazioni nella lettera ai vescovi del cardinal Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino, sono chiare.

L'agricoltura italiana - conclude la Coldiretti - è diventata la piu' green d'Europa ed è responsabilizzata nel superare la crisi ecologica e nel difendere la relazione tra uomo e ambiente nel solco tracciato dall'Enciclica "Laudato si'" di Papa Francesco.

Il corpo e il sangue di Cristo devono essere Doc, sono pane e vino e basta. Arrivano così i certificati di garanzia disposti direttamente dal vescovo che ha il compito di controllare che pane e vino acquistati dai rivenditori siano quelli adatti al rito celebrativo.

Fondamentale per la Congregazione per il culto divino è anche che vino e pane eucaristico siano confezionati "da persone che si distinguano per onestà", e proprio per la verifica della loro rettitudine la Conferenza Episcopale potrebbe incaricare una o più congregazioni religiose. Mentre, infatti - sottolinea la lettera - "finora sono state, in genere, alcune comunità religiose a prendersi cura di confezionare il pane e il vino per la celebrazione dell'Eucaristia, oggi questi si vendono anche nei supermercati, in altri negozi e tramite internet".

L'agricoltura italiana può offrire alla Chiesa la migliore qualità per una celebrazione eucaristica "Doc" con il primato conquistato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt), la leadership comunitaria con quasi 60mia imprese che coltivano biologico, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (Ogm) che trova concordi quasi 8 cittadini su 10 (76 per cento). Tanto che "è un grave abuso introdurre nella confezione del pane dell'Eucaristia altre sostanze, come frutta, zucchero o miele". Il dicastero vaticano interviene anche sull'uso del pane con poca quantità di glutine e del mosto come materia eucaristica.

"Vanno invece bene le ostie parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane".

ANCHE QUI la Congregazione si mostra ferma: "Assolutamente vietato usare vino sulla cui genuinità e provenienza ci sia dubbio: la Chiesa esige certezza rispetto alle condizioni necessarie per la validità dei sacramenti". E per quei sacerdoti che hanno avuto problemi con l'alcol, è concessa la sostituzione del vino con il mosto, purché "sia fresco, sia conservato sospendendone la fermentazione tramite procedure che non ne alterino la natura (ad es. congelamento)".


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