Falcone, la memoria oltraggiata Il ministro Orlando allo Zen

"Oggi sono qui per difendere la memoria e reagire a un atto che si e' compiuto contro un servitore dello Stato e un uomo del ministero della Giustizia, perche' Giovanni Falcone quando cadde era direttore generale degli affari penali del ministero della Giustizia". A pochi giorni da due raid che hanno colpito la scuola Falcone dello Zen a Palermo, il ministro della Giustizia Andrea Orlando non usa mezzi termini ed elogia il lavoro svolto fin qui dall'istituto e dalla coraggiosa preside Daniela Lo Verde, durante il breve incontro che si è svolto stamane nell'istituto. Al suo arrivo, Orlando arrivato ha deposto una corona di fiori davanti al busto, dedicato al magistrato, danneggiato nei giorni scorsi.

"Ringrazio il ministro Andrea Orlando - ha detto il sindaco di Palermo - per la sua presenza alla scuola Falcone che rappresenta una delle risposte più nette nei confronti di questi incivili atti che mortificano la nostra città e che non ci fanno paura e non fermano il nostro progetto di legalità". Lo Stato reagisce anche a piccoli segnali simbolici. Lo Stato non abbassa la guardia - ha ribadito - e nonostante i progressi fatti, noi sappiamo che la mafia non ha vinto ma sappiamo anche che non e' stata sconfitta. "Dobbiamo partire da questo elemento, ma consapevoli che non possiamo in alcun modo permetterci sottovalutazioni". C'è una grande partita che si deve affrontare per battere la sperequazione sociale.


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