Corruzione, blitz della Dia: arresti all'ospedale di Caserta

Manette per sette persone nel Casertano, tra imprenditori e dirigenti degli ospedali Sant'Anna e San Sebastiano.

Figura centrale dell'inchiesta è Carmine Iovine, già Direttore della Direzione Medica di Presidio Ospedaliero dell'Azienda Sanitaria di Caserta e, successivamente, dell'Unità Operativa Complessa Programmazione e Pianificazione Sanitaria della predetta Azienda Sanitaria, cugino del più noto Antonio Iovine, già temuto killer e vertice della omonima fazione del clan dei Casalesi, oggi collaboratore di giustizia.

"Anche se non gli è stata attribuita l'aggravante dell'associazione mafiosa del 416 bis perché, come scrive il Gip (Giudice per le indagini preliminari) Federica Villano, ".ha agito nel suo personale interesse, non per quello dei Casalesi", Carmine Iovine si porta dietro un cognome importante negli ambienti della Camorra. 'O Ninno, caso rarissimo nella Camorra (prima di lui ci furono Pasquale Galasso e Carmine Schiavone), forse ammorbidito dal 41 bis, divenne a maggio del 2014 un pentito di quelli decisivi, in grado di rivelare nei dettagli le meccaniche e i traffici della Camorra.

L'indagine riguarda l'affidamento e gestione degli appalti all'interno della struttura sanitaria pubblica e ha permesso di accertare la manipolazione di varie gare di appalto per decine di milioni di euro, a fronte di tangenti (denaro o altro) nonché innumerevoli falsità in atti pubblici che sono risultate commesse, per omettere i controlli sul corretto svolgimento dei servizi da parte dalle ditte affidatarie ed eludere le attività investigative in corso senza, osserva il gip, "il benché minimo interesse per la tutela della salute dei pazienti e la tutela degli interessi dell'ospedale di Caserta". Mentre finiscono ai domiciliari altre 7 persone tra dipendenti dell'ospedale e imprenditori.


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