Continua la diminuzione del numero di famiglie povere in Toscana nel 2016

È quanto emerge da un'indagine Istat riferita all'anno 2016.

Sono 4 milioni e 742 mila gli individui che in Italia, per un totale di 1 milione e 619 mila nuclei familiari, vivono in una condizione di povertà assoluta. La povertà relativa viene invece stimata individuando il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi.

Nel 2016 sono 1 milione e 619mila le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 742mila individui. Sembra che quelle che soffrano di più nel Bel Paese siano le famiglie con tre o più figli minorenni: l'incidenza della povertà assoluta arriva al 26,8%, ovvero oltre 814.000 persone. Questo valore aumenta al Centro del paese in termini di famiglie e individui a causa del peggioramento registrato nei comuni distanti dalle aree metropolitane.

Non cambia, invece, l'effetto dell'occupazione della "persona di riferimento" (quello che un tempo si chiamava "capofamiglia") sulla povertà della famiglia.

Come negli anni precedenti l'incidenza di povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento.

In teoria è una buona notizia: la povertà assoluta in Italia nel '17 è ferma ai livelli fatti registrare nel 2015.

L'Istituto nazionale di statistica (Istat) ha reso noti i dati relativi alla povertà in Italia relativi all'anno scorso.

Dopo la crisi economica, l'incidenza della povertà sulle famiglie è stata sempre maggiore.

"Quest'anno avremo un significativo innalzamento del numero delle famiglie raggiunte dal Sia, avendo migliorato le soglie di accesso".

Istat e povertà: "Sostanziale stabilità". Difficile spiegarlo pienamente senza ricorrere a strumenti psicanalitici, anche se sarebbe cieco escludere un calcolo elettorale più o meno cosciente.

Al diminuire dell'età della persona di riferimento, l'incidenza della povertà assoluta tra le famiglie italiane aumenta, secondo una tendenza ormai in atto dal 2012. La povertà relativa colpisce di più le famiglie giovani: raggiunge il 14,6% se la persona di riferimento è un under 35 mentre scende al 7,9% nel caso di un ultra sessantaquattrenne.

La posizione lavorativa della persona di riferimento è un fattore che incide notevolmente sulla diffusione della povertà assoluta.

L'UNC si sofferma sul bonus di 80 euro e spiega: "il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile". Le famiglie composte da due persone che hanno una spesa mensile pari o inferiore a tale valore sono classificate come povere.


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