Charlie: il caso oggi all'Alta corte

Il piccolo Charlie Gard a dieci mesi di vita è al centro di una complessa battaglia legale fra i genitori che vogliono tenerlo in vita nonostante la malattia rara e degenerativa che lo ha colpito e il Great Ormond Street Hospital di Londra che invece è pronto a staccare la spina ai macchinari che lo tengono in vita, per far cessare quella che considerano un'inutile sofferenza.

Su questo ed eventualmente sugli sviluppi di assistenza per Charlie, voi siete in contatto e state lavorando fianco a fianco con il Bambino Gesù? Ieri la mamma del povero bambino aveva annunciato che stavano per staccare la spina e che ormai la vita del loro Charlie era agli sgoccioli così come le loro speranze. Quello che auspichiamo è che l'ospedale possa prendere in seria considerazione la possibilità di dare la possibilità a Charlie di accedere a una cura compassionevole. L'ospedale di Londra, a questo punto, ha chiesto una nuova udienza all'Alta Corte di Londra affinché si possa rivalutare il caso del piccolo Charlie per trovare una soluzione condivisa - soprattutto dai genitori - anche "alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti".

Il professore aggiunge che al Bambin Gesù hanno applicato un protocollo di trapianto di fegato sperimentato sui topi per combattere una malattia metabolica gravissima su un bimbo russo in condizioni pre terminali.

"Sono stati riconsiderati una serie di dati di efficacia della terapia nucleosidica che ha già dato dimostrazione di efficacia in un numero significativo di casi clinici trattati, con particolare riferimento ai risultati che dimostrano la possibilità dei nucleosidi di superare la barriera ematoencefalica". La decisione della Corte si basa principalmente sui danni cerebrali strutturali irreversibili subiti dal bimbo. Francis ha detto che se saranno prodotte prove convincenti sarà lieto di cambiare la decisione di aprile. "Riteniamo opportuno ricercare la posizione della Corte di Giustizia alla luce delle nuove dichiarazioni". Nei pazienti con mutazioni RRM2B, la mancanza dell'attività della proteina RRM2B ha l'effetto di ridurre i livelli di deossinucleotide trifosfato mitocondriale (dNTP), che a sua volta, causa la deplezione del DNA mitocondriale (1-5).

"Siamo consapevoli - affermano i medici - del fatto che la terapia con deossinucleotidi per il deficit RRM2B sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini". Adesso la decisione spetterà ai genitori perché la stessa disponibilità è stata garantita anche dal medico americano della Columbus University che ha deciso di accogliere, stimolato dal Presidente Trump, a portare Charlie negli Stati Uniti. "Ma soprattutto "nuovi dati, non ancora pubblicati", mostrano che un'ora dopo l'iniezione endovenosa di 520 mg/kg di deossinucleotidi i livelli di deossitimidina sono aumentati da 0,09 a 1,86 nmol/mgprotein, mentre i livelli di deossicitidina sono aumentati da 0,005 a 0,726 nmol/mgprotein".


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