Charlie Gard, tutto rinviato: nuova udienza su cura sperimentale

Durante la seduta i genitori Chris Gard e Connie Yates hanno chiesto di poter sottoporre il bimbo a terapie sperimentali all'estero. Al termine dell'udienza il magistrato ha affermato che i genitori potranno esporre le "nuove informazioni" che dicono di avere sulla cura sperimentale per il bimbo. I medici che vorrebbero strapparlo alle sofferenze e regalargli una "morte dignitosa" ma lo costringono a stare imprigionato da oltre 3 mesi, i giudici che sostengono di lavorare per la sua vita ma non accettano alcun tipo di consulto al di fuori di quello degli stessi medici dell'Ospedale di Londra, il team internazionale che sostiene che le cure possano avere effetto ma senza avere evidenze scientifiche al di fuori di un laboratorio. "Finché lui non molla - affermano i genitori di Charlie - anche noi non molliamo".

Ancora una volta il giudice aveva ribadito che sarebbe "felice di accogliere nuove evidenze. Ma - aggiunge - non posso riaprire questioni già affrontate da me e dalla Corte d'Appello". "Non abbiamo niente da perdere, ha diritto a quest'ultima chance". Secondo il camice bianco la stima è quella di un 10% di chance di miglioramento clinico significativo con il trattamento. La speranza di Chris e Connie è che ora dimostri quell'"umanità" che finora hanno inutilmente invocato. "E' assurdo - ha detto il giudice - che la verifica scientifica in questo caso venga pregiudicata da una incapacità a misurare il cervello" del bambino, chiedendo di fornire i dati sulle dimensioni della testa di Charlie entro domani. Intanto da New York il primo testimone della famiglia ha chiesto l'anonimato. A suo dire l'elettroencefalogramma del piccolo Charlie "mostra una disorganizzazione dell'attività cerebrale, non un danno strutturale maggiore". Non sarà qualche tweet a influenzarmi, ha spiegato. "Non possiamo curare la sua malattia - ha detto il professore americano - ma sono certo che possiamo migliorare le sue funzioni cognitive, anche se non so di quanto". In Gran Bretagna in queste settimane hanno consentito la manipolazione genetica che permette la nascita di bambini con il Dna di tre persone: i cosiddetti "tre genitori". L'ora in cui i medici del Great Ormond Street Hospital potrebbero staccare le macchine che tengono in vita il bambino si avvicina inesorabile.

"Un passo avanti per la giustizia, per il buon senso, per la pubblica opinione". Ma alla fine Nicholas Francis era stato convinto dai medici che non c'era più nulla da fare. L'ospedale rileva invece che "ci sono segni di deterioramento" nel bambino. "E se c'è anche una piccola possibilità, perché non esplorarla?". I coniugi Gard infatti non hanno condiviso alcune valutazioni circa le effettive condizioni del piccolo nei suoi 11 mesi di via. "E il paradosso è che tanti medici stranieri gliela darebbero, mentre quelli inglesi, quelli del suo Paese, no" ha detto amareggiata la madre del bimbo, Connie Yates. Secondo i medici del Great Ormond Charlie starebbe peggiorando. Ma "non c'è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard".

Grant Armstrong, avvocato leader della squadra legale dei genitori di Charlie, ha sostenuto che la coppia ritiene di avere nuove prove.


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