Charlie Gard, la terapia dell'ospedale Bambino Gesù può funzionare

Il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove il piccolo è ricoverato, si è rivolto all'Alta Corte per una nuova udienza "alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti". Lo riportano Bbc e Sky News dopo che il Bambino Gesù di Roma.

E in effetti oggi 7 luglio, in una nuova giornata di questa corsa contro il tempo, il Great Ormond Street Hospital ha ricevuto dall'Ospedale Bambino Gesù la comunicazione: "Ci sono evidenze" in laboratorio che il protocollo può funzionare. "Noi non sappiamo i risultati, ma sappiamo che dobbiamo credere nella scienza e continuare a darle la possibilità di andare avanti". La decisione è stata condivisa anche dalla Corte d'Appello inglese e dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Gli esperti della Columbia University, l'ateneo associato all'ospedale che si è offerto di accogliere Charlie Gard, hanno sottoposto a una terapia sperimentale un bambino di Baltimora, Art Estopinan, che soffre di una forma simile ma meno grave della malattia con cui è nato il bimbo britannico. I medici sostengono di aver "esplorato ogni trattamento medico", comprese le terapie nucleosidiche sperimentali. Esperti esterni hanno convenuto con il nostro team che il trattamento sarebbe ingiustificato. Sarebbe inutile e prolungherebbe la sofferenza di Charlie. Non si tratta di una questione di denaro o di risorse, ma soltanto di ciò che è giusto per Charlie.

Per trasferire il piccolo, l'Ospedale di Londra è vincolato dalla sentenza della Corte Suprema inglese che proibisce espressamente di trasferire Charlie per la terapia nucleosidica ovunque. La nostra visione non è cambiata. "La nostra priorità è sempre stata e sarà sempre l'interesse di Charlie Gard", assicurano.

Il destino di Charlie Gard il bimbo inglese di 10 affetto da sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, malattia rara che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare ed è considerata incurabile, ritorna nelle mani di un giudice.


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