Bologna, maxi operazione anti-Camorra, arrestato anche un direttore di banca

La base delle attività illecite, principalmente investimenti immobiliari e truffe alle assicurazioni, era in Campania, ma l'organizzazione avrebbe operato anche in Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Umbria, Sardegna e Lombardia.

L'operazione coordinata dalla Dda di Napoli e condotta dalla Guardia di finanza bolognese - con l'ausilio dello Scico di Roma e dei colleghi napoletani - ha portato anche al sequestro preventivo di quasi 1.200 immobili tra cui un intero complesso residenziale nel Ravennate, oltre 200 veicoli, 59 società e 400 conti correnti per un valore totale di 700 milioni di euro.

È partito da qui un secondo filone investigativo che ha portato a scoprire interessi in Emilia Romagna dei tre, e questo ha dato vita ad altri accertamenti bancari e patrimoniali come pure a intercettazioni a carico di persone coinvolte in speculazioni immobiliari. In azione 300 militari che stanno perquisendo le abitazioni di 57 indagati a vario titolo per associazione camorristica in quanto ritenuti legati al clan Mallardo, Puca, Verde e agli scissionisti. Per ripulire il denaro, Passarelli si serviva dei suoi familiari e dei fratelli Chianese.

E parlando di banche, dalle indagini della Guardia di Finanza è emerso che il gruppo camorristico era riuscito ad operare indisturbato grazie all'appoggio di funzionari di banca e un commercialista, tra cui Domenico Sangiorgi, ex direttore di banca bolognese originario di Faenza e Antimo Castiglione, commercialista originario di Sant'Antimo, Napoli.


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